
Nello studio di architetti a Monza di Daniele Gabetta ci piace parlare di architettura sostenibile, di stili di vita più green e di come, anche nel nostro piccolo, possiamo migliorare le cose per preservare e salvaguardare l’ambiente naturale.
Guardando indietro, però, ci siamo accorti che troppo spesso abbiamo deciso di puntare su temi abbastanza tecnici e sulle caratteristiche che rendono l’architettura sostenibile così diversa dal precedente modo di progettare e costruire edifici.
Oggi invece, complice anche l’estate, abbiamo deciso di affrontare il tema in modo un po’ più leggero, per mostrare che in molti ambiti si sta già facendo qualcosa per migliorare la propria vita senza, per questo, andare a peggiorare le condizioni ambientali, già fortemente a rischio. Per questo motivo vogliamo parlare di case ecosostenibili, con particolare riferimento per le case galleggianti, una realtà assai diffusa in particolare nei Paesi del nord.
Le case galleggianti, in particolare per noi italiani, possono sembrare una scelta azzardata e fuori dal comune, ma in tantissimi Paesi queste sono una realtà ormai assodata. Dimenticati delle piccole imbarcazioni trasformate in case con poche e semplici mosse, ma pensa a vere e proprie case comprensive di tutti i comfort con la sola differenza che invece di avere le fondamenta perfettamente ancorate nel terreno, sono ormeggiate in un qualche porto su fiumi, lagni o mari.
Rifletti su questi aspetti: niente vicini rumorosi, puoi cambiare ormeggio quando lo desideri e puoi ammirare panorami e paesaggi che in pochi hanno la fortuna di vedere. Per alcuni tutto questo è simbolo di disagio, per altri è simbolo di libertà.
Basti pensare che nei soli Paesi Bassi si calcolano circa 10.000 case galleggianti. L'acquisto di barche per la vita sull'acqua in questo Paese è iniziato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ai tempi c'era grande carenza di case ed era troppo costoso costruirne di nuove, soprattutto nei Paesi Bassi dove si dovevano piantare diverse decine di pali nel terreno paludoso per gettare le fondamenta.

La terra nei Paesi Bassi è sempre stata costosa e le case galleggianti venivano acquistate da persone che non potevano permettersi di vivere in una casa normale: le case galleggianti erano quindi la naturale alternativa alle case classiche. A quei tempi si poteva prendere una vecchia chiatta in disuso e vivere a basso costo nel centro di Amsterdam. Un'altra impennata di popolarità delle case galleggianti si è avuta negli anni '60: alloggi economici e romantici amati dai "figli dei fiori", molti dei quali vivono ancora sull'acqua.
Una casa galleggiante è una casa sull’acqua dotata di sistemi autonomi di supporto alla vita. Questa tipologia di abitazione è nata negli Stati Uniti all'inizio del XX secolo, moda che si è poi spostata in Europa, dove sono comparsi interi quartieri di case galleggianti.
Le case galleggianti, però, non sono diffuse solo nei Paesi Bassi, ma anche Francia, dove per risiedere in modo permanente sull'acqua è necessario acquistare un permesso speciale dall'ufficio del sindaco, che dà il diritto di predisporre e installare le utenze per le case-barca.
Acquistare una imbarcazione e trasformarla in una casa galleggiante è molto più economico di acquistare un classico appartamento in città. Il proprietario di una casa galleggiante su un canale, anche nel mezzo di una metropoli, si sente un tutt'uno con la natura, soprattutto se si ormeggia in un luogo pittoresco. Aggiungiamo il romanticismo, il rumore dell’acqua che sbatte contro la casa e la possibilità di cambiare ormeggio se consentito.
Nonostante il quadro idilliaco, ci sono anche alcuni svantaggi, molti dei quali vengono scoperti dai proprietari di case galleggianti solo al momento dell'acquisto. Uno dei problemi principali è trovare un posto per ormeggiare entro i confini della città. Tutti i posti migliori sono stati occupati da tempo e spesso vengono tramandati di generazione in generazione: spesso bisogna aspettare a lungo per acquistarli.
Oltre ai costi di ormeggio, i capitani delle case galleggianti devono pagare alcuni servizi come il pompaggio delle acque reflue sporche che, ovviamente, non possono essere scaricate nel fiume. A ciò si aggiungono la necessità di una patente nautica, le assicurazioni, i costi di manutenzione e la necessità di far ispezionare la casa galleggiante ogni quattro anni.
Le questioni ecologiche sono sempre più considerate nella progettazione sostenibile di nuovi complessi residenziali. Il termine "edifici ecosostenibili" è entrato a far parte non solo del lessico edilizio, ma anche del linguaggio comune. Ciò che prima era ovvio e quasi scontato solo per architetti come noi dello Studio di Daniele Gabetta, adesso è noto anche ad un pubblico più vasto; questo è ovviamente un bene, perché vuol dire che l’architettura sostenibile ricopre ormai un ruolo di primo piano nella vita di uno Stato e che l’attenzione per l’ambiente naturale è ormai massima.
Esiste tuttavia un altro termine meno popolare che si applica ad alcune di queste case: stiamo parlando delle case passive. In queste abitazioni, il consumo di energia è ridotto al minimo. Ciò è possibile grazie all’utilizzo di fonti di calore interne, all'introduzione di sistemi ad alta efficienza energetica e all'uso di materiali isolanti di alta qualità che non possono mancare nelle costruzioni ecosostenibili.
Negli ultimi anni si presta sempre più attenzione al rispetto delle risorse naturali e a come le sfruttiamo per vivere meglio. Questo ha dato vita all’architettura ecosostenibile il cui principio è quello di utilizzare risorse naturali in modo intelligente, senza mettere a repentaglio il benessere umano e del pianeta.
Per costruire una casa sostenibile è necessario prendere in considerazione alcuni fattori:
Tutto questo lo si può ricreare anche in una casa sull’acqua, abbracciando così uno stile di vita sempre più vicino all’impatto zero. I proprietari di case galleggianti hanno già abbracciato questo stile di vita, consci che per vivere sull’acqua si deve anche essere predisposti a rispettarla e, con essa, tutto l’ambiente naturale. Questo ovviamente non vuol dire che si debba rinunciare alle comodità: come ormai sappiamo, abbiamo tutte le tecnologie necessarie ad una vita ricca di comfort senza dover inquinare o distruggere l’ambiente naturale.
L'architettura sostenibile è un tema ormai molto ricorrente nella nostra quotidianità e non serve essere architetti per accorgersi che le cose stanno notevolmente cambiando. Anche i progetti dei grandi architetti, quelli conosciuti come archistar, puntano sempre di più verso progetti sostenibili in grado di garantire comfort e rispetto per l'ambiente naturale, basti pensare al Bosco Verticale dell'Architetto Boeri e al suo futuro "bosco orizzontale" sempre realizzato a Milano.
Come abbiamo visto in questo articolo, però, la sostenibilità può essere raggiunta anche attraverso costruzioni particolari come queste case galleggianti, sebbene poco diffuse o conosciute in Italia. Anche noi dello studio architetti Monza stiamo seguendo questo filone green: l'Architetto Gabetta continua infatti a seguire la costruzione del complesso residenziale Quinta Essenza, appartamenti accoglienti, moderni, dotati di ogni comfort e progettati nel pieno rispetto dei principi della sostenibilità.
Se invece non sei ancora pronto a lasciare la tua casa per una nuova, ma non vuoi neanche rinunciare ad apportare importanti modifiche, consulta il servizio di riqualificazione energetica edifici esistenti: grazie ad un progetto curato nei minimi dettagli, potremo trasformare la tua vecchia casa in qualcosa di nuovo e all'avanguardia con le moderne tecnologie di risparmio energetico. Si tratta di un investimento sul futuro.
Consulta tutti i nostri servizi e se desideri fissare un appuntamento con Daniele Gabetta Architetto Monza o ricevere maggiori informazioni sulla Quinta Essenza contatta lo Studio.
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
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