
In un mondo sempre più rivolto alla sostenibilità, le case bioedilizia sembrano rappresentare il futuro dell’architettura, perché sono le costruzioni che più di chiunque altro sono in grado di rispettare l’ambiente circostante e di adeguarsi ad esso.
In passato nel nostro blog di architettura abbiamo affrontato più volte il tema della sostenibilità molto caro a Daniele Gabetta, Architetto Monza, e anche di come i grandi architetti del passato si siano posti per primi il dubbio su come gestire un’architettura sempre più lontana dai bisogni dell’uomo e, soprattutto, poco rispettosa della natura.
Considerando quanto detto fino ad ora, sembra quindi scontato che le case in bioedilizia rappresentino una naturale evoluzione di un pensiero nato il secolo scorso e sviluppatosi fino ad arrivare ai giorni nostri.
Nonostante questo, in pochi sanno bene cosa siano le case bioedilizia e si è spesso portati a confonderle con gli immobili che vengono costruiti negli ultimi anni dotati di pannelli solari, riscaldamento a pavimento, ricambio automatico dell’aria e via dicendo. Le cose però non stanno proprio così, motivo per cui è bene chiarire le idee, soprattutto se stai pensando di fare questo cambio di vita.
Quando si parla di case realizzare in bioedilizia si fa riferimento alla costruzione di edifici in cui ogni fase del processo deve rispondere a una progettazione ben precisa, la cui priorità è rappresentata dalla qualità dei materiali utilizzati e delle metodologie applicate.
Questi edifici però non si limitano a rispettare importanti vincoli ambientali (per esempio valutare il contesto in cui la costruzione va ad inserirsi) e a tutelare il paesaggio, ma prestano attenzione anche all’analisi delle caratteristiche del terreno, della compatibilità ambientale, della tipologia di vegetazione, del clima e della luce naturale.
Le case bioedilizia, spesso chiamate anche case passive, devono mantenere uno specifico rapporto di equilibrio tra la richiesta di fabbisogno energetico soggettivo (dettato dalle normali esigenze della vita quotidiana) e l'efficienza energetica oggettiva (impatto impianti in uso), il tutto in un'ottica di riduzione del consumo energetico.
Impianto fotovoltaico, energia solare e biomasse sono alcune delle fonti di energia pulita predilette per la casa in bioedilizia. Riscaldamento, raffrescamento, abbassamento dei consumi, ma anche attenzione alla salute delle persone che ci vivranno con soluzioni studiate per garantire la massima confortevolezza sotto ogni punto di vista (acustico, termici, visivo ecc...). Tutto questo è possibile grazie ad un'accurata progettazione architettonica che solo i professionisti sanno garantire, in particolare gli architetti che, come Daniele Gabetta Architetto Monza, hanno deciso di seguire la strada degli edifici ecosostenibili.
Quali sono dunque le differenze tra una casa che utilizza metodi di costruzione classici e una casa in bioedilizia? Vi sono diverse differenze: scopriamole insieme.
Anzitutto un aspetto di grandissima importanza, oseremmo dire un vero spartiacque, è la scelta dei materiali: non basta infatti progettare impianti di ultima generazione o prevedere soluzioni in grado di ridurre l'impatto energetico dell'intero edificio, ma è essenziale avvalersi di determinai materiali da utilizzare in fase di costruzione.
La scelta del materiale delle costruzioni bioedilizia deve avvenire basandosi sulle sue caratteristiche e sulle sue prestazioni, aspetti rivolti a favorire la riduzione dei consumi energetici. Materiali e tecnologie sono quindi due lati della stessa medaglia e insieme cooperano per un fine superiore, rappresentato proprio dal contenimento dei consumi energetici.
Scendendo più in dettaglio, nelle case in bioedilizia si devono selezionare materiali prestando attenzione ai valori di conducibilità, alle fonti di energia utilizzate in quel determinato edificio, ai ponti termici (punti in cui si presenta una discontinuità di calore e che porta alla generazione di punti freddi) e anche all'inerzia termica.
Tra i principali materiali utilizzati troviamo:
Anche se questo aspetto è ormai chiaro, nel nostro studio architetti Monza ci teniamo a sottolinearlo ancora una volta. Le case bioedilizia presentano un basso impatto ambientale rispetto ad altre costruzioni perché sono progettate e realizzate ricorrendo a materiali naturali, non nocivi e che non derivano da petrolio o simili.
Altro aspetto che fa la differenza tra una casa tradizionale e una casa in bioedilizia sono i tempi di consegna: nel caso di quest'ultima si abbattono notevolmente le tempistiche grazie all'utilizzo del legno, determinando inoltre una riduzione dell'impatto ambientale dello stesso cantiere.
Come per tutti gli aspetti della vita, anche in questo caso siamo in presenza di pro e contro che devono essere valutati attentamente e con obiettività.
Se stai per esempio pensando di commissionare la progettazione di una casa in bioedilizia è bene prendere in esame valutazione tutti gli aspetti, siano essi positivi o negativi, perché sono loro che alla fine andranno ad influire sulla tua decisione finale.
Partiamo dai vantaggi delle case bioedilizia:
Passiamo ora agli svantaggi, piuttosto limitati. Il primo fra tutti è il costo iniziale: in Italia esso è più elevato rispetto agli altri Paesi, dove già si ricorre a questa tipologia e tecnologia costruttiva da diversi decenni.
Un altro svantaggio riguarda la minor presenza di personale adeguatamente specializzato sia per la costruzione che per la manutenzione, almeno su scala nazionale. Si tratta di aspetti molto importanti, perché le case in bioedilizia non devono presentare fessurazioni o essere a contatto con aria umida. Il rischio subire dei danni per il passaggio di acqua andrebbe a vanificare l'attenzione posta da parte del committente.
Non è un segreto che nel nostro studio architetto Monza guidato da Daniele Gabetta si presti grandissima attenzione all'ambiente e alla sostenibilità. Un esempio è rappresentata dal progetto in corso d'opera chiamato Quinta Essenza: si tratta di un nuovo complesso residenziale progettato partendo proprio dal benessere umano, senza però dimenticare l'impatto ambientale dell'edificio. Ambienti vivibili e confortevoli dunque, ma anche comprensivi di moderni impianti e tecnologia all'avanguardia per ridurre al minimo lo spreco di energia.
Le case bioedilizia sono senza dubbio il futuro e quelle caratterizzate anche dal minor impatto ambientale, ma questo non vuol dire che ci si debba dimenticare delle moderne costruzioni, edifici progettati e realizzati con il preciso scopo di coniugare benessere e sostenibilità, senza essere costretti a scendere a compromessi o rinunciare al proprio comfort.
Se però anche questa strada per te non è percorribile per una serie di ragioni, ti consigliamo di consultare il servizio di riqualificazione energetica edifici esistenti. Grazie al Bonus 110% è possibile eseguire interventi riqualificazione energetica volti a migliorare l'impatto energetico della propria casa, senza essere costretti a venderla a favore di una più nuova.
Progettazione architettonica, progettazione edilizia e riqualificazione energetica sono solo alcuni dei servizi che offriamo nello Studio di Daniele Gabetta, Architetto Monza e che puoi consultare cliccando a questo link.
Se desideri fissare un appuntamento con noi, o vuoi ricevere maggiori informazioni sui nostri servizi e sul progetto Quinta Essenza, contatta lo Studio.
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