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Edifici più Brutti al Mondo o Semplicemente Poco Apprezzati?

11 Febbraio 2021

Edifici più Brutti al Mondo o Semplicemente Poco Apprezzati?

Quando l'architettura non convince fino in fondo

L’Architetto Monza Daniele Gabetta ha deciso di dedicare una serie di news ad un argomento troppo spesso ignorato, ovvero gli edifici più brutti al mondo. Sebbene si sia soliti sostenere che non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, sparsi per il mondo esistono diversi grattacieli che, per vari motivi, molti esperti hanno voluto annoverare tra quelli più brutti mai realizzati.

Nello studio di architetti a Monza di Daniele Gabetta siamo però certi che non tutti condivideranno tali classificazioni e che, forse, per alcuni gli edifici che andremo a presentare saranno quasi piacevoli e assai curiosi. Purtroppo la lista degli edifici considerati brutti è assai lunga, motivo per cui non solo l’Architetto Gabetta ha in mente di realizzare una serie di articoli, ma dovrà comunque compiere alcune scelte, favorendo le costruzioni che oltre a essere denigrate sono anche le più interessanti.

Lasciando che ognuno li giudichi in base al proprio gusto personale, in questa prima news daremo spazio a due costruzioni non solo molto diverse tra loro, ma situate anche in luoghi molto lontani: 33 Thomas Street a New York e l’Elephant Building a Bangkok.

33 Thomas Street - New York

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New York è forse la città per eccellenza dei grattacieli. Tra le oltre 6000 costruzioni che superano i 100 metri di altezza, molti sono di edifici che sono entrati nella storia anche grazie ai tantissimi film che hanno avuto come sfondo proprio la Grande Mela.

Nella maggior parte dei casi si tratta di edifici che attraggono ogni anno tantissimi turisti, curiosi di vedere queste opere di ingegneria moderna e, quando possibile, ammirare la città dall’alto.

Solo uno di questi edifici si differenzia da tutti gli altri ed è il famoso grattacielo senza finestre. Lo stile brutalista di questa struttura, situata a Lower Manhattan, regna sovrano. Sebbene sia alto “solo” 170 metri e annoveri 29 piani, misure molto contenute se si pensa ad altri grattacieli cittadini, non esiste alcuna finestra ad abbellire le sue facciate.

Architetto John Carl WarneckCostruito tra il 1969 e il 1974 su progetto dell’Architetto John Carl Warnecke, questo grattacielo presenta alcune caratteristiche decisamente insolite, strettamente collegate alla sua funzione originaria. Come detto, l’aspetto che salta subito all’occhio è l’assenza di finestre, eccezion fatta per quelle collocate all’ingresso.

Le pareti esterne sono state realizzate in con pannelli prefabbricati in cemento e rivestiti in granito. La linearità della superficie è interrotta da alcune sporgenze rettangolari che ospitano le scale, gli ascensori e i condotti dell’aria. In aggiunta a queste, al 10° e all’ultimo piano, si trovano grandi aperture deputate alla ventilazione.

Anche all’interno il grattacielo presenta caratteristiche del tutto uniche: per esempio l’altezza media dei pavimenti è di circa 5 metri e sono in grado di resistere a una pressione di 14,4 kPa.

Perché tutto questo? Perché il grattacielo non è stato costruito per ospitare uffici o residenze private, ma doveva essere un luogo sicuro in cui collocare apparecchiature di commutazione telefonica ed era quindi necessario progettarlo diversamente dagli altri edifici. Oggi è sede di una centrale telefonica, o di un centro di cablaggio, al cui interno si trovavano alcuni degli interruttori molto importanti utilizzati nella telefonia interurbana.

Da molti viene considerato come uno degli edifici più sicuri degli Stati Uniti d’America, perché oltre ad essere autosufficiente a livello idrico ed energetico, è anche in grado di far fronte a potenziali ricadute nucleari.

L’edificio apparteneva al dipartimento delle linee lunghe della AT&T Long Lines, ma, come spesso accade in America, oggi è noto a tutti con il suo indirizzo, ovvero 33 Thomas Street.

Considerando il suo utilizzo e le sue finalità, il design e l’estetica dell’edificio passano in secondo piano. Un edificio senza finestre, spesso considerate i punti deboli, appare immediatamente più sicuro anche se, purtroppo, non troppo bello da vedersi.

Nonostante le valide motivazioni alla base della sua realizzazione, in molti continuano ad annoverarlo tra gli edifici più brutti al mondo e, di certo, non un grattacielo di New York che merita di essere fotografato.

Elephant Building - Bangkok

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Spostiamoci in Thailandia, per la precisione a Bangkok, per scoprire un altro edificio da molti considerato come un obbrobrio architettonico: si tratta dell’Elephant Building, noto anche come Chang Building.

l’Architetto Ong-ard SatrabhandhuCome spesso accade, un nome dice tanto. Questo edificio è infatti a forma di elefante, un animale molto importante nella cultura locale. Per questo motivo quando l’Architetto Ong-ard Satrabhandhu e il magnate immobiliare Arun Chaisaree desiderarono collaborare per realizzare un edificio unico al mondo, scelsero di dedicarlo proprio all’animale che più di chiunque altro ha ricoperto un ruolo importante nella società tailandese.

Completato nel 1997, l’edificio si compone di tre differenti torri tra loro collegate e sovrastate da un blocco orizzontale che ospita residenze di lusso. Ogni dettaglio del grattacielo è stato studiato con grande attenzione per rendere facilmente riconoscibile l’animale anche a coloro che vedono l’edificio per la prima volta.

Oltre alle torri che rappresentano le zampe dell’animale, vi sono altri curiosi dettagli:

  • Coda: nella parte posteriore del palazzo è rappresentata da una striscia nera lunga 20 piani, ottenuta ricorrendo a vetri fumé;
  • Occhi: nella parte anteriore sono facilmente riconoscibili due ampie vetrate circolari, poste una per lato dell’edificio;
  • Zanne: subito sotto agli “occhi”, si trovano due sporgenze, una per parte, di colore diverso rispetto al grigio dell’edificio. Qui hanno sede gli uffici della società che ha in gestione il Chang Building;
  • Orecchie: sempre in prossimità degli occhi si trovano altre due sporgenze orizzontali più scure, ottenute realizzando dei balconi su più piani.

Anche in questo caso le reazioni e i commenti sono molto differenti tra loro. Per alcuni è una struttura simpatica, perché ricorda un elefante realizzato con i Lego, per altri è un ottimo modo per attirare l’attenzione, mentre per altri ancora, tra cui l’Architectural Digest, questo edificio rientra tra i 31 grattacieli più brutti al mondo.

In giro per il mondo esistono sicuramente esempi architettonici più eleganti e aggraziati di questo edificio-elefante, motivo per cui crediamo che se stai pianificando un viaggio culturale alla ricerca di edifici da ammirare in tutto il loro splendore, questo potrebbe anche non rientrare nella tua lista. Di certo non è il luogo ideale dove portare il tuo partner per un viaggio romantico!

Architetto Monza: professionalità e competenza

In attesa che l’Architetto Monza Daniele Gabetta selezioni altri grattacieli reputati brutti dall’opinione pubblica, vogliamo ricordarti che il nostro studio di architetti a Monza è sempre attivo per aiutarti e affiancarti nei tuoi progetti.

In questo periodo molte sono le richieste relative il risparmio energetico: molti infatti, anche usufruendo del Bonus 110%, desiderano rifare il cappotto termico alla casa, così da risparmiare sul riscaldamento. Questo è il momento migliore per dar vita a questi progetti.

Nella sezione dei servizi potrai consultare con calma tutto quello che mettiamo a tua disposizione, con grande professionalità e attenzione verso le tue richieste.

Se non puoi recarti fisicamente presso lo studio dell’Architetto Gabetta, puoi sempre ricorrere al pratico servizio dell’Architetto Online: stando comodamente a casa tua o in ufficio, potrai parlare con l’Architetto e iniziare così a pianificare i prossimi passi.

Per maggiori informazioni, o per prenotare un appuntamento, contatta il nostro Studio.

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