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Lo spazio per l'opera d'arte: il libro sostenuto dall'Architetto Gabetta

Lo spazio per l'opera d'arte: il libro sostenuto dall'Architetto Gabetta

Copertina de "Lo spazio per l'opera d'arte": il libro sostenuto dall'Architetto Gabetta

La città è un insieme di usi. Affrontare la progettazione di uno spazio urbano richiede competenze tecniche e una grande capacità di sintesi. L’area d’intervento, a volte, è un diradamento urbanistico o una vacuità di progettazione. In entrambi i casi, concentrando più usi in un medesimo spazio, si progetta un’area che funzionerà come parte di città.

Il progetto di un monumento, ad esempio, se modulato in termini di multifunzionalità, può accogliere, oltre all’uso contemplativo, legato alla memoria collettiva della Storia, anche altre funzioni, più penetranti.

È il caso del progetto dello scultore toscano Cristian Biasci per la piazza antistante il terminal intermodale della Stazione di Foggia. Qui, l’artista ha concepito Pietas, un monumento per le vittime dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che è anche area verde, scenografia, risoluzione urbanistica e allestimento illuminotecnico. Biasci ha affrontato e risolto, sapientemente, un esercizio d’architettura e al contempo, proposto alla città 5 sculture che innalzano alla vista la storia, rievocando corpi di vittime e macerie.

Memoria, dunque, e suggestione, insieme ad usi urbani contemporanei, esposti in un progetto interessante e coinvolgente. Il monumento Pietas ed altri esempi sull’inserimento di opere d’arte in ambito urbano e paesaggistico sono pubblicati nel volume "Lo spazio per l’opera d’arte" di Enza Di Vinci, un saggio rivolto ai professionisti del settore Belle Arti e Beni Culturali, che affronta un numero elevato di situazioni progettuali, dove la collocazione di opere d’arte, in spazi pubblici e privati, non è una semplice addizione ma una vera componente di progetto.

Molto spesso l’attività professionale che svolgo mi trattiene in una fitta rete gestionale, complessa e ripetitiva, lontano dalle teorizzazioni artistiche; ma l’apporto di una preparazione culturale arricchisce sempre il lavoro di un Architetto. Questa è la motivazione che mi ha convinto a ricoprire il ruolo di sponsor tecnico del libro scritto dall’Architetto genovese Enza Di Vinci, che ha tutta la mia stima.

Maggiori informazioni sul volume, di piacevole e utile lettura, sono disponibili in questa pagina del sito Web di Davide Ragazzi, artista, sponsor e progettista dell'impaginazione del libro. "Lo spazio per l'opera d'arte" può essere acquistato anche su Amazon a questa pagina.

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