
Progetti architettonici folli e impossibili da realizzare? Forse, ma sono anche molto interessanti e futuristici.
Negli ultimi articoli l’Architetto a Monza Gabetta si è volutamente concentrato sulla sostenibilità, sul rapporto tra uomo e natura e anche sulla relazione tra architettura e natura. Ma l’uomo non è solo un essere dotato di intelletto, di grande ingegno e di inventiva. L’uomo ha una piccola scintilla di follia.
Una follia positiva che spinge l’uomo, e in particolare l’artista, a creazioni temerarie. Molti architetti non sono da meno ed è anche grazie a loro se oggi possiamo ammirare costruzioni architettoniche che hanno anticipato i tempi. Questa è la follia creativa che amiamo.
Gli architetti, fin dai tempi antichi, hanno sempre cercato di stupire, di aumentare la difficoltà dei loro progetti e di ridefinire la parola “impossibile”. E questo accade ancora oggi.
Negli ultimi anni sono stati numerosi i progetti strani e impressionanti apparsi sui giornali, progetti che, in alcuni casi, si è anche tentato di realizzare. Oggi l’Architetto Daniele Gabetta vuole dedicare un articolo a questi progetti innovativi, folli e molto fantasiosi.
Alcuni di essi sono stati accantonati per sempre, altri invece sembra che verranno davvero realizzati o, almeno, tenuti come base di partenza per progetti più moderni. Qualunque sia il loro futuro, è bello vedere come la fantasia degli architetti riesca a immaginare costruzioni così lontane dalla nostra quotidianità e così particolari.
Ammettiamolo: tutti vorremmo poter ammirare questi progetti! Per ora, però, limitiamoci alle grafiche e alle immagini.
Credevamo di essere abituati ai progetti realizzati negli Emirati Arabi, progetti caratterizzati da lusso sfrenato e costi esorbitanti. Lo pensavamo tutti. E poi è arrivata l’idea di The World, o Juzur al-Alam.
Esattamente come il suo precursore Palm Islands, si tratta di un arcipelago artificiale che sarebbe dovuto sorgere al largo di Dubai. Come suggerisce il suo nome, questo insieme di isole avrebbe dovuto ricreare il mondo completo di tutti i suoi continenti.
Il progetto comprendeva 300 isole sulle quali sarebbero state realizzate sia residenze private, sia resort e hotel: ovviamente il lusso sarebbe stato alla base di ogni costruzione.
Nel 2008, a lavori già avviati, la crisi economica impose uno stop ai lavori e, ad oggi, le isole artificiali non sono state del tutto completate, ad eccezione di due (Greenland e Lebanon).
È notizia recente che molte di queste isole stiano sprofondando nel mare, chiaro segno che il progetto è ormai accantonato e forse per sempre.
Restiamo a Dubai, terra di grandi ricchezze e di fermento architettonico. Parliamo adesso della Nakheel Tower, un grattacielo che sarebbe dovuto sorgere proprio nel cuore di Dubai e che avrebbe dovuto impressionare il mondo intero: il condizionale è d'obbligo. La storia del grattacielo è assai complessa perché, oltre ai problemi economici, vanta anche diversi cambi di posizione e di progetto.
La stessa altezza della torre è stata più volte rivista, passando da 700 metri a quasi un chilometro. Indipendentemente da queste modifiche, il progetto della torre venne definitivamente accantonato nel 2009 a causa della crisi economica e dei crescenti problemi del Gruppo Nakheel.
Analizziamo adesso un altro progetto situato negli Emirati Arabi. Molti loro progetti rimangono su carta, ma sembra proprio che questo stadio, anzi Rock Stadium, sarà realizzato nel deserto di Al-Ain seguendo il progetto dello studio MZ Architects.
Contrariamente a quanto siamo abituati a vedere, questo stadio si inserirà alla perfezione nel contesto ambientale del deserto arabo. Si tratta infatti di uno stadio in sabbia e roccia (da qui il nome) che arriverà a contenere 40mila posti a sedere e, in tutto, costerà 725 milioni di Euro.
Lo stadio sarà eco-friendly non solo per i materiali utilizzati, ma anche per l’attenzione prestata in fase di progettazione alla presenza delle ombre naturali, importante attenzione che eviterà l’uso eccessivo di impianti di raffreddamento.
L’area complessiva su cui si svilupperà l’intero progetto è di 200mila metri quadrati. Speriamo davvero di veder realizzato questo progetto.
Questo progetto, immaginato dallo studio BNKR Arquitectura, risale ormai a qualche anno fa per partecipare a un contest indetto da una rivista di architettura.
A Città del Messico lo spazio non basta mai e le autorità devono fronteggiare un boom di nascite e a un sempre minore spazio. A questo si aggiunge un’altra peculiarità: la città è soggetta a numerosi e frequenti terremoti, motivo per cui la costruzione di grattacieli è fortemente limitata e regolamentata.
Gli architetti hanno quindi pensato di costruire un grattacielo al contrario, una piramide che non si erge verso il cielo, ma verso le profondità della terra. Più precisamente, gli architetti hanno immaginato di collocare tale edificio in uno dei luoghi simbolo della città: la Piazza della Costituzione, comunemente nota come el Zócalo.
La scelta non è stata un caso. Anzitutto questa piazza è considerato da tutti come centro dell’identità nazionale messicana, inoltre vanta una superficie pari a 46,8 km², un’ampiezza sufficiente per diventare la base della piramide capovolta.
Il progetto è a dir poco imponente. La superficie della piazza sarebbe sostituita da spesse lastre di vetro che consentirebbero a chiunque di ammirare l’interno della piramide, costruita ricorrendo a materiali come vetro e acciaio. La piramide sarebbe profonda 304m e al suo interno troverebbero posto uffici, negozi e abitazioni per 100mila persone.
L’Isola AZ è solo una delle tante isole artificiali galleggianti progettate in questi ultimi decenni. Sempre più spesso l’uomo guarda al mare come prossima frontiera, come territorio utile in cui costruire resort di lusso, laboratori o semplici abitazioni.
Questa isola è il frutto della collaborazione tra l’Architetto Jean-Philippe Zoppini e la società Alstom Marine: il loro intento è quello di creare una gigantesca isola galleggiante in grado di muoversi e diventando la nave da crociera più grossa e lussuosa al mondo.
L’Isola AZ si estenderebbe su 10 ettari e sarebbe in grado di accogliere al suo interno fino a 10mila passeggeri.
Questi sono solo alcuni dei progetti architettonici più folli e strani che chiunque vorrebbe vedere realizzati e, magari, ammirare in prima persona. Questo però non vuol dire che le costruzioni qui riportate vedranno davvero la luce, a volte per motivazioni economiche, altre volte per problemi strutturali e a ltre volte, invece, perché sono progetti troppo visionari.
Ad oggi, l'unico di cui avremo davvero speranza di vedere realizzato è lo stadio nel deserto, un ottimo progetto che vuole unire lo sport con il rispetto della natura, arrivando a utilizzare a proprio vantaggio le caratteristiche del deserto stesso: un progetto che non vuole adeguare a sé stesso la natura, ma che al contrario si adegua ad essa.
L'Architetto a Monza Gabetta ha già affrontato il tema del rispetto della natura da parte dell'architettura in un suo articolo che ti consigliamo di leggere perché in linea con la visione sostenibile dell'Architetto stesso.
La sostenibilità architettonica è il futuro, ma questo non vuol dire che si debba rinunciare a edifici e appartamenti esteticamente belli e confortevoli: i grandi architetti menzionati nell'articolo che ti abbiamo indicato, ci insegnano che possiamo avere tutto.
In attesa di scoprire quali altri visionari progetti creerà l'uomo, l'Architetto Daniele Gabetta rimane a tua disposizione per ristrutturare casa o realizzare i tuoi sogni anche grazie al comodo servizio dell'Architetto Online.
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