
Quando si pensa all'architettura del futuro, si immagina sempre qualcosa di lontano e un po' fuori dagli schemi. Edifici che non abbiamo ancora immaginato, possibilità così remote da non essere nemmeno pensabili, oggi.
Eppure, che ci piaccia o meno, l'architettura del futuro è un concetto che appartiene sempre di più al presente, soprattutto da quando ha cominciato a legarsi alle nuove prospettive dell'intelligenza artificiale.
Ma come si legano tecnologie avanzate e architettura? Questa è una domanda che ci poniamo spesso nello studio architetti Monza di Daniele Gabetta.
Architettura e intelligenza artificiale (IA per gli amici, o AI per gli anglofoni) potrebbero infatti apparire, a un primo sguardo, come due ambiti piuttosto slegati.
L'architettura infatti è una disciplina che generalmente si occupa di progettazione e costruzione di edifici, mentre per intelligenza artificiale normalmente intendiamo un insieme di fini tecnologie in grado di creare programmi di simulazione del comportamento umano.
Quest'ultima definizione però, detta così, è a dir poco limitata: l'intelligenza artificiale infatti non per forza ha come risultato una simulazione del comportamento umano, ma in generale una simulazione di qualsiasi tipo, umana o, il più delle volte, artificiale.
Il suo funzionamento infatti è piuttosto semplice da spiegare: attraverso un comando di input (più preciso è, meglio è) la "macchina” capisce di dover esplorare una determinata fetta dei dati a sua disposizione per produrre un output il più completo possibile rispetto alla richiesta iniziale.
Questi dati possono essere sì un insieme di pattern di comportamento umano (complessi) ma anche, a scelta, dei dati testuali o delle immagini, magari liberamente accessibili grazie al nutrito universo di internet.
Ed ecco che un primo legame con l'architettura diventa più chiaro: l'uso dei dati e soprattutto delle immagini.

Gli architetti del 2023 stanno infatti cominciando a fare uso di interessanti meccanismi di intelligenza artificiale ad output prettamente visivi, come MidJourney, impiegati a supporto nella fase creativa della loro progettazione.
Si tratta dell'inserimento di output specifici al fine di ottenere, in formato visivo, una prima idea di forma compiuta di un progetto ideale. Una bozza di massima, si potrebbe chiamare, una prima visuale sulla quale iniziare a lavorare per capire come incrementarne la bontà e strutturarne l'essenza.
Ovviamente gli output di un IA sono sì incredibilmente affascinanti, ma sono anche da prendere con le pinze, soprattutto se ci si aspetta una qualche forma di compiutezza: non si tratta infatti in alcun modo di progetti fatti e finiti e anzi, la maggior parte delle volte sono esiti visionari ma piuttosto improbabili.
Si tratta però di prime bozze visuali in grado di supportare il processo creativo (concetto di esclusiva opera umana!) con una serie di spunti pronti e easy-access in materia di caratteristiche o rendering.
Un altro significativo apporto che potrebbero dare delle IA correttamente implementate riguarda lo snellimento dei processi relativi ad alcune analisi di fattibilità o in generale di progettazione.
Sfruttati correttamente, questi algoritmi potrebbero risultare particolarmente utili ed efficienti soprattutto in materia di architettura sostenibile.
Questi sistemi possono proporre idee e variabili interessanti per migliorare gli utilizzi di luce solare o illuminazione intelligente, riciclo di acqua piovana o vento, oppure possono proporre soluzioni intelligenti per adattare progetti compiuti a specifiche condizioni climatiche di un luogo o di un'area.
Inoltre si tratta di sistemi potenzialmente in grado di scandagliare dettagli di progettazione e costruzione molto più rapidamente dell’uomo e con percentuali di errore significativamente più basse attraverso l’analisi di documenti, elementi di fabbrica e costruzione, piani di demolizione o ristrutturazione e così via.

Un elemento di grande utilità a cui non si pensa nell’immediato è anche la prospettiva di un monitoraggio costante, grazie a macchinari di costruzione autonomi o semi-autonomi, delle condizioni di sicurezza in cantiere edile.
Il supporto della robotica sia nei lavori in cantiere sia nel monitoraggio automatizzato delle condizioni degli edifici potrebbe concretamente arrivare a ridurre i rischi sia in costruzione sia successivi alla costruzione, prevedendo e limitando il più possibile quei problemi che a lungo andare potrebbero causare significativi danni alle strutture.
Ciò si concretizzerebbe in una maggiore efficienza nelle costruzioni a fronte di una minore spesa per la manutenzione, che finirà per riguardare interventi circoscritti di manutenzione ordinaria.
Come studio di architetti Monza, ma soprattutto come persone e professionisti, sappiamo bene quanto la prospettiva del futuro e dell’integrazione delle nuove tecnologie qualche volta possano spaventare: è normale, come tutte le cose che non si conoscono bene.
Veniamo da un passato in cui l’avanzamento tecnologico non era pensabile, o rientrava in scenari da film fantascientifici che parevano ogni volta tanto lontani quanto pericolosi.
Eppure il mondo per come lo viviamo oggi è in costante mutamento, caratterizzato da quei tipi di cambiamenti che nascono e prosperano solo nella prospettiva di migliorare l’uomo, la sua adattabilità e le sue condizioni di vita.
Da tutti i campi arrivano e sono ormai integrate tecnologie che i nostri antenati si limitavano a sognare senza poterne fare uso, tutti elementi che avrebbero potuto supportarli in una vita più agevole e meno logorante.
Per questo, a ben pensarci, ciò che davvero ci occorre è solo un po’ di fiducia: non tanto nelle macchine, quanto in noi stessi, e nel fatto che l’uomo avrà sempre un nucleo intoccabile in cui conservare la sua incrollabile umanità: nella creatività, nel pensiero, nell’azione guidata da etica e senso critico.
Noi, dal nostro studio architetti Monza, questa fiducia l’abbiamo e la teniamo stretta, e guardiamo con il sorriso a tutti quegli elementi che ci potranno supportare nelle nostre creazioni, soprattutto quando riguardano la nostra visione di architettura sostenibile ed ecologica.
Ti ricordiamo infine che puoi contattarci in qualsiasi momento per ogni tuo progetto, da lavori di riqualificazione energetica a manutenzione straordinaria, al restauro conservativo o alla ristrutturazione urbanistica.
Ma anche per nuove costruzioni o per discutere insieme di analisi di fattibilità per il tuo sogno nel cassetto: saremo pronti ad accoglierti con un servizio su misura per te. Contattaci per maggiori informazioni!
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
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