
Parliamo ancora di cambio di destinazione d'uso, ma questa volta in un modo un po' diverso dal solito. Quando si parla di questo servizio offerto nello studio architetti Monza di Daniele Gabetta, si pensa sempre a una semplice conversione di un edificio da, per esempio, residenza privata a struttura ricettiva o laboratorio produttivo.
Sebbene queste casistiche siano veritiere e importanti, sarebbe riduttivo considerare solo questi aspetti senza prendere in considerazione le innumerevoli possibilità che si aprono davanti a noi. In particolare negli ultimi anni si sta riscoprendo l'alternativa del cambio destinazione d'uso e lo si vede come una possibilità estremamente allettante, soprattutto per convertire fabbriche e vecchi capannoni a edilizia residenziale con un carattere unico e irripetibile.
Non dobbiamo volare dall'altra parte del mondo per vedere e toccare con mano esempi di questo recupero industriale, volti proprio a valorizzare ex aree industriali ormai completamente dismesse. Un esempio lo troviamo anche nella nostra bella Milano.
Recupero industriale, riqualificazione di un'intera area, architettura sostenibile e bioarchitettura: questo progetto ha proprio tutto. Ma andiamo per ordine.
L'ormai ex Fabbrica Borletti si trova a Milano e per molti milanesi è ancora un importante punto di riferimento. Non c'è quindi da stupirsi se gli architetti hanno puntato sul mantenimento delle facciate in stile liberty di maggior pregio architettonico, optando anche per una ridistribuzione del volume in ottica green.
Ma perché non abbattere semplicemente il complesso? Perché si tratta di un perfetto esempio di archeologia industriale di inizi Novecento, con ampie facciate in stile liberty e uno stile eclettico che lo rende subito riconoscibile. Questi elementi hanno spinto gli architetti dello Studio DFA Partners a non demolire la struttura, ma anzi a darle nuova vita. Grazie al cambio di destinazione d'uso si passerà così da una fabbrica ormai fatiscente a un bellissimo complesso residenziale, che però non dimentica il suo passato.
Osservando il progetto si nota subito la perfetta unione tra l'architettura industriale dei primi del Novecento e l'architettura moderna, fatta di linee semplici, decise e pulite, un'unione vincente che si tramuterà in qualcosa di unico. Gli obiettivi di questo ambizioso progetto che non vediamo l'ora di osservare sono:
Approfondiamo adesso il tema del recupero industriale, perché quando si vuole rendere abitabile un'ex fabbrica non è sufficiente cambiare destinazione d'uso, ma si deve procedere per gradi e, soprattutto, si deve rendere l'area sana e abitabile.
Il recupero industriale consiste nella riqualificazione di aree e edifici industriali abbandonati o sottoutilizzati allo scopo di riutilizzarli per nuovi scopi, come residenze, uffici, attività commerciali e spazi pubblici.
Uno dei maggiori benefici del recupero industriale è l'ammodernamento dell'ambiente urbano. La riconversione di un'area industriale in un quartiere residenziale o commerciale può migliorare l'estetica del luogo e aumentare il valore immobiliare.
Questo intervento può anche aiutare a conservare il patrimonio storico e architettonico del luogo. Molti edifici industriali sono costruiti con materiali duraturi e possiedono caratteristiche architettoniche uniche che possono essere valorizzate e conservate, proprio come avviene con il Washington Building a Milano.
Detta così sembra che il recupero industriale sia fatto solo di vantaggi, ma non è tutto oro ciò che luccica. Il recupero industriale non è infatti privo di sfide. La principale è senza dubbio la decontaminazione del suolo e delle acque sotterranee. Non dobbiamo infatti dimenticare che in tantissimi stabilimenti industriali si ricorre all'utilizzo di solventi o sostanze chimiche che devono essere smaltite in un qualche modo. Se a questo si aggiunge la poca attenzione che nei secoli passati si prestava alla difesa e sostenibilità ambiente, si capisce subito perché molte aree industriali sono contaminate da sostanze chimiche e metalli pesanti.
Una seconda sfida riguarda l'evoluzione delle leggi in fatto di abitabilità, sicurezza e accessibilità, tutti aspetti non considerati nelle vecchie fabbriche, ma che non possono essere ignorati in caso di recupero industriale. Pensiamo per esempio all'adeguamento di questi edifici alle recenti normative antisismiche.
La variazione destinazione d'uso è quindi un grande vantaggio non solo per i residenti che desiderano investire in edifici unici e con carattere, ma anche per tutte le nostre città, in particolare quelle caratterizzate da una grande presenza di fabbriche ormai dismesse.
Se in passato si era propensi ad abbattere il vecchio per far spazio al nuovo, oggi si è finalmente riscoperto il gusto del passato e gli edifici abbandonati non sono più un ostacolo al futuro, ma un'opportunità che deve essere colta. In aggiunta, il recupero industriale consente di riqualificare intere aree senza stravolgere il loro aspetto. Per esempio i milanesi sono ormai abituati all'ex Fabbrica Borletti e alla sua architettura: il Washington Building renderà onore a questa architettura e all'affetto dei milanesi, migliorando però tutto il quartiere.
Per farlo, però, è essenziale procedere con il cambio destinazione d'uso di un immobile, passando da un uso industriale e produttivo a quello residenziale. Ed ecco che il servizio offerto anche nel nostro Studio di mutamento di destinazione d'uso riveste una grande importanza e si colloca in un piano ben più ampio, ovvero quello della riqualificazione immobiliare.
Per maggiori informazioni consulta i nostri servizi e le prestazioni che offriamo nel nostro Studio, in alternativa puoi contattarci direttamente.
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
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