
L’Architetto Monza Daniele Gabetta ha già parlato dell’architettura sostenibile e come i professionisti siano sempre alla ricerca di nuove soluzioni green per coniugare l’aspetto estetico e funzionale di un edificio, con il suo basso impatto sull’ambiente circostante: l’architettura sostenibile in Italia è un esempio.
Sebbene tale ricerca sia stata avviata decenni or sono, è innegabile che negli ultimi anni si sia assistito ad un notevole sviluppo tecnologico e alla realizzazione di costruzioni sempre più green ed eco-friendly.
In una passata news, l’Architetto Gabetta ha analizzato due edifici degli Stati Uniti ecosostenibili, che hanno mostrato a tutti che una via più green è davvero possibile. Oggi lasciamo gli USA e restiamo in Italia, perché anche qui abbiamo numerosi esempi di architettura sostenibile.
Dovendo compiere delle scelte, nello studio architetti Monza si è deciso di parlare di due costruzioni forse meno note al grande pubblico, tralasciando il famoso Bosco Verticale dell’Architetto Boeri, grandissimo esempio di architettura green.
Il terremoto in Emilia del 2012 è un evento che ha sconvolto tantissime famiglie, in particolare coloro che risiedevano nelle aree interessate dal sisma. Quella catastrofe distrusse tanti edifici pubblici e privati, costringendo quindi le persone a correre ai ripari e a dare il via a nuove costruzioni.
Tra queste nuove costruzioni c’è il Nido d’Infanzia a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, progettato da Mario Cucinella Architects. Il suo studio vinse la gara di appalto per la progettazione del nuovo asilo di Guastalla in sostituzione di altre due strutture andate danneggiate nel sisma. Ribattezzato La Balena l'edificio, che occupa una superficie di 1400 metri quadrati, ricorda il ventre della balena di Pinocchio, ma, al contrario di quel luogo tetro e oscuro, qui regnano gli spazi aperti e tanta luce. Oltre alla sua estetica, questo asilo nido è anche amico della natura.
Progettata per ospitare fino a 120 bambini dagli 0 ai 3 anni, l’opera dell’Architetto Cucinella ricorre a materiali naturali e alcuni anche riciclati per dare forma all’asilo del futuro. Ed è proprio il legno, essenziale nella realizzazione della struttura portante, il materiale principe di questo progetto. Questo non deve stupire, perché negli edifici di ultima concezione si ricorre sempre più spesso al legno, perché è un materiale perfetto per isolare termicamente l’interno della costruzione.
L’importante presenza del legno, però, è solo uno degli elementi che rendono questo asilo un perfetto esempio di architettura sostenibile in Italia. Oltre all’elevata coibentazione, l’edificio è anche provvisto di un moderno sistema per il recupero dell’acqua piovana che, unitamente ad un impianto fotovoltaico, riduce al minimo il ricorso ad altri sistemi per soddisfare le necessità energetiche.
I pannelli fotovoltaici, posti a copertura dell’edificio, producono il 45% dell’energia elettrica, mentre il recupero dell’acqua piovana consente di risparmiare il 55% di acqua.
Un altro aspetto molto importante è la grande presenza di vetrate e superfici trasparenti. Grazie al sapiente utilizzo delle trasparenze, la luce naturale non manca mai e questo previene l’eccessivo ricorso alla luce artificiale. Secondariamente si consente una fusione tra interno ed esterno, come a voler inglobare l’area verde esterna alla scuola al suo interno: anche se al chiuso, ai bambini sembrerà sempre di essere all’aperto grazie a queste trasparenze.
L’asilo è stato realizzando prestando quindi una grande attenzione alla sostenibilità e, ovviamente, anche all’aspetto pedagogico degli spazi. L’attenzione si è anche focalizzata sulla sicurezza dell’edificio: essendo stato costruito in seguito a un devastante sisma, era quindi scontato che la nuova struttura, sorta dalle ceneri come la fenice, fosse antisismica e sicura per tutti coloro che la frequentano quotidianamente.
Salewa, noto marchio di abbigliamento e attrezzature sportive, non investe solo nella ricerca dei propri prodotti, ma si occupa anche della salute dei dipendenti e dell’ambiente in cui essa opera. Al bando di gara indetto da Salewa per la realizzazione del loro nuovo quartier generale a Bolzano hanno partecipato numerosi architetti e studi di architettura anche di grande fama: tra tutti loro ne è uscito vincitore Park Associati & Cino Zucchi Architetti.
L'azienda non voleva creare un semplice luogo di lavoro nel quale i dipendenti trascorrono gran parte delle loro giornate, ma un luogo comprensivo di tanti servizi volti a preservare il benessere delle persone: Salewa aveva in mente un progetto molto ambizioso. Il quartier generale ha preso forma e ormai è ampiamente attivo. Può contenere fino a 200 persone e al suo interno è possibile trovare anche:
Un centro operativo così composto è di certo impressionante, ma è ancora più impressionante sapere che tutta questa costruzione è eco-friendly. Il quartier generale si trova infatti immerso in un’ampia area verde che non è di uso esclusivo dei dipendenti Salewa, ma possono accedervi anche coloro che lavorano nelle vicine aziende.
Lo Studio Park Associati & Cino Zucchi Architetti ha realizzato una struttura in costante comunicazione con l’ambiente esterno: questo è stato reso possibile sia dalle ampie vetrate presenti su tutta la superficie, sia dai numerosi paesaggi esterni e interni che garantiscono continuità con l’ambiente di Bolzano.
Ed è proprio l’attenzione dimostrata per il territorio e per il benessere delle persone, che Salewa si è aggiudicata la certificazione Work&Life dell’Agenzia CasaClima. Tale certificazione si basa su tre principali concetti, ovvero natura (aspetto ecologico), vita (aspetti socioculturali) e trasparenza (aspetto economico).
L’aspetto ecologico, in questo frangente, è di certo il più importante e fa riferimento all’efficienza energetica dell’involucro e anche dell’intero edificio. Questo è reso possibile grazie all’impianto fotovoltaico installato sopra i magazzini, in grado di generare ogni anno fino a 520MWh di energia pulita: questa produzione consente al Salewa Headquarter di essere indipendente dal punto di vista energetico, abbattendo anche l’emissione di CO2 nell’aria.
Per garantire ulteriore comfort abitativo, il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti è demandato ad appositi tubi (pannelli radianti) situati nei solaio, evitando così inutili sprechi energetici per un eccessivo riscaldamento o raffreddamento degli ambienti.
Oltre a ricorrere al vicino impianto di termovalorizzazione, ad una rete di teleriscaldamento e ad impianti cogenerativi, i consumi vengono abbattuti ricorrendo anche ad impianti di illuminazione a basso consumo.
L'architettura sostenibile in Italia non è rappresentata solo da questi due innovativi progetti, ma per fortuna anche nel nostro Paese possiamo vantare tanti architetti e Studi che si dedicano proprio a tali realizzazioni e attuano un metodo di progettazione e costruzione sempre più sostenibile.
Questo è ciò che si persegue ogni giorno anche nello studio di architetti Monza di Daniele Gabetta: ormai la strada è tracciata e spetta a noi seguirla con spirito d'innovazione. Numerosi sono i servizi dell'Architetto Gabetta, servizi tra i quali spicca quello dell'Architetto Online. Per declinare al meglio questo servizio, l'Architetto Gabetta ha dedicato un'intera news all'architetto online che ti consigliamo di leggere.
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