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Invarianza idraulica, progettazione sostenibile e difesa del suolo

Invarianza idraulica, progettazione sostenibile e difesa del suolo

Sostenibilità edilizia, difesa del suolo e acque piovane

In relazione alla sostenibilità edilizia, dalla fase progettuale fino a quella esecutiva delle opere, un tema di particolare importanza negli ultimi anni è rappresentato dalla gestione delle acque piovane in ambito urbano.

Difatti, la politica dell'Unione Europea ha notevolmente promosso la ricerca in questo specifico ambito, cercando soluzioni specialistiche che introducano sistemi di innovazione tecnologica a favore della tutela ambientale.

L'Italia, e più precisamente la Regione Lombardia, ha attuato con la Legge Regionale 4 del 15/03/2016 una revisione della normativa vigente in materia della difesa del suolo, cercando di avviare una corretta gestione del rischio idrogeologico; nello specifico, al fine di prevenire i fenomeni di dissesto idrogeologico (provocati dall'incremento dell'impermeabilizzazione dei suoli) e di garantire elevati livelli di salvaguardia ambientale ed idraulica, tale norma ha stabilito una regolamentazione che contiene criteri e metodi per attuare il principio di invarianza idraulica ed idrologica.

Cosa si intende con "invarianza idraulica"?

Con "invarianza idraulica" si intende quel principio sulla base del quale si pone la portata idrica di una porzione di terreno al limite massimo delle proprie capacità: tale portata deve risultare costante sia prima che successivamente alla trasformazione del suolo.

Sulla base di questo assunto, di fondamentale importanza, viene effettuata la progettazione del drenaggio dell'area: principio che si deve applicare agli interventi di ristrutturazione edilizia, urbanistica e di nuova costruzione.

Come si può applicare questo concetto di drenaggio in un'attività di opere cantieristiche? Sin dalla fase di progettazione bisogna tenere ben presenti alcune nozioni che, supportate da un'importante sistema integrato degli apparati meccanici e tecnologici, aiutano a sviluppare e migliorare il sistema di smaltimento attualmente presente.

Applicazioni

I metodi di applicazione in oggetto sono, principalmente, riuso, infiltrazione e scarico.

Riuso significa riutilizzare i volumi stoccati di acque meteoriche in funzione dei possibili utilizzi: un esempio su tutti è i cosiddetto "recupero acqua piovana", ovvero quel sistema che consente di raccogliere l'acqua piovana e utilizzarla per cose semplici come innaffiare il proprio giardino o lavare i pavimenti.

Infiltrazione significa studiare la realizzazione degli strati di manti del suolo, e sottosuolo, tali da permettere un corretto deflusso delle acque affinchè non ristagnino e soprattutto non creino criticità che possano generare rischi di danni naturali.

Scarico significa progettare e realizzare un sistema di scarico ("in corpo idrico superficiale" o di fognatura) che permetta un corretto deflusso e smaltimento delle acque dal sistema cittadino.

Quest'ultima ipotesi risulta molto impattante a livello urbanistico, ed è uno degli aspetti che, come Studio di Architettura, maggiormente curiamo a livello progettuale, avendo sposato in toto l'idea di progettazione sostenibile.

Questo per ogni intervento da realizzare che vada dalla singola manutenzione straordinaria sino alla riqualificazione urbanistica o alla nuova costruzione.

La normativa regionale

Ma come si fa a capire cosa, come ed in che modalità attuare la normativa regionale?

La stessa normativa ha suddiviso il territorio in 3 grandi aree denominandole A, B e C che sono rispettivamente aree ad alta, media e bassa criticità idraulica.

Questa suddivisione risulta di estrema importanza, a livello progettuale, in quanto dalla normativa regionale si verifica che gli adempimenti per rispettare tale legge sono diversificati a seconda dell'importanza dell'area con le relative caratteristiche idrogeologiche rilevate dall'ente amministrativo.

In generale, per eseguire un progetto di questa scala bisogna redigere:

  • Relazione tecnica, contenente tutti gli aspetti teorici e tecnici, coadiuvati da calcoli e dimensionamenti specifici delle portate per supportare le scelte progettuali proposte;
  • Documentazione progettuale di varia scala;
  • Piano di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'intero sistema.

Chi può vidimare questi elaborati?

Per la normativa tutti i documenti sopra elencati devono essere vidimati da un tecnico abilitato, qualificato e di esperienza nell'esecuzione di stime idrogeologiche e calcoli idraulici. Tutto questo dovrà essere allegato alla pratica edilizia, Permesso di costruire o Segnalazione Certificata di Inizio Attività o alla Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata.

 

Progettazione sostenibile