Le migliori architetture del 2018 nel mondo

Le migliori architetture del 2018

I progetti architettonici che hanno fatto parlare di sè nel 2018

L’architettura è un campo disciplinare sensibile ai cambiamenti sociali ed economici che segnano le diverse epoche. Dare uno sguardo ai nuovi progetti architettonici del 2018 ci aiuta a capire dove si stanno spingendo le nostre esigenze e di quali cambiamenti ha bisogno l'ambiente che ci circonda.

Integrazione con il territorio e multifunzionalità degli spazi, progetti futuristici, azioni di recupero e di riqualificazione, maggiori spazi dedicati all’arte, alla cultura e rispetto della sostenibilità, sono solo alcune delle caratteristiche dei progetti inaugurati lungo tutto il 2018.

Lakhta Centre San Pietroburgo - Rmjm

Un'architettura sostenibile per la vita e il lavoro.

Le migliori architetture del 2018

Il Lakhta Centre, con i suoi 462 metri di altezza, è il grattacielo più alto d'Europa. Progettato dallo studio di architettura Rmjm, è un edificio multifunzione che ospita la nuova sede della compagnia energetica russa Gazprom. La struttura a 86 piani è parte del progetto che prevede spazi residenziali, spazi commerciali per uffici, negozi, tempo libero, un ristorante con vista panoramica, un planetario, un anfiteatro, una sala per concerti e numerose piazze pubbliche. Il Lakhta Center si compone di quattro strutture per una superficie totale di oltre 400.000 metri quadrati.

Il Lakhta Center è incluso nella lista dei 10 grattacieli più ecologici al mondo, realizzata da Consumer Energy Report: il consumo di aria condizionata e riscaldamento sarà ridotto del 50% grazie al doppio rivestimento della facciata. Inoltre è presente, nel distretto, un sistema di metropolitana leggera per lo sviluppo di un trasporto più "verde".

Alta tecnologia, sostenibilità, ambienti accessibili, ascensori ad alta velocità, sistemi innovativi antincendio, sistemi di smaltimento rifiuti intelligenti, assenza di barriere architettoniche: non solo bellezza e innovazione, ma anche e soprattutto benssere e comodità per il cittadino. Il Lakhta Center è infatti il progetto pilota per lo sviluppo integrato dell'area e per la costruzione di una mini-città alla periferia di San Pietroburgo.

Torre Hadid Milano - studio Zaha Hadid

L'architettura che guarda al futuro.

Le migliori architetture del 2018

La Torre Hadid o Torre Generali è uno dei tre grattacieli, secondo per altezza, di CityLife Milano, uno dei maggiori progetti di riqualificazione urbana in Europa che ha interessato la zona abbandonata dell'ex Fiera di Milano. Prendendo corpo direttamente dalla galleria commerciale sottostante, la Torre ospita la sede degli uffici di Milano del Gruppo Generali.

Progettata da Zaha Hadid, è alta 170 metri, composta da 44 livelli collegati da una torsione calcolata in modo che nessun piano abbia lo stesso angolo. Attorno al grattacielo si sviluppa il terzo parco più ampio della città di Milano, con una superficie di 170.000 metri quadrati.

La twisting tower è un volume puro a cui, semplicemente, è stata impressa una torsione elicoidale dinamica, da qui il soprannome "lo Storto". La Generali Tower ha una struttura in calcestruzzo armato e una doppia pelle vetrata in facciata che consente elevate performance di efficienza energetica.

Anche lo Studio di Architettura a Monza dell'Architetto Gabetta ha preso parte al processo di evoluzione del cantiere: abbiamo esercitato l'assistenza al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dell'intera riqualificazione urbanistica di CityLife Milano, proprio per la realizzazione della Torre Hadid.

Torre Fondazione Prada Milano - OMA

L'architettura che si adatta all'arte.

Le migliori architetture del 2018

La Torre di Fondazione Prada, progettata da Rem Koolhaas dello studio OMA è l’edificio che completa il complesso della Fondazione Prada a Milano. Ospitato in una ex distilleria la Fondazione Prada è ora il più grande museo d'arte contemporanea finanziato da privati ​​in Europa, con circa 13.000 metri quadrati di spazio espositivo, oltre a un ristorante, due bar e un cinema.

Essenziale all’esterno, nella sua alternanza di cemento bianco e vetro, all'interno ospita un ascensore rivestito in onice rosa e un ristorante arredato con pezzi originali del Four Seasons Restaurant di New York, oltre a una terrazza con vista a 360 gradi sulla città.

La Torre, un monolite di cemento bianco a nove piani, domina lo skyline del quartiere industriale Largo Isarco di Milano e presenta una facciata asimmetrica che si trasforma secondo la prospettiva del visitatore. L'altezza dei soffitti cresce con i gradini: dai 2 metri del primo livello agli 8 metri dell'ultimo.

Amager Bakke o CopenHill Copenaghen - Big

L'architettura che ridefinisce il rapporto tra la centrale di rifiuti e la città.

Le migliori architetture del 2018

L'Amager Bakke o CopenHill progettato dallo studio BIG-Bjarke Ingles Group è l'impianto di smaltimento rifiuti che, sfruttando risorse naturali, trasforma 400.000 tonnellate di spazzatura all’anno in energia e, grazie al suo profilo obliquo, funziona come una montagna artificiale dotata di piste da sci e non solo.

Tre piste da sci di diversa difficoltà, due impianti di risalita, un ascensore che porta in cima al tetto, terrazze panoramiche, una caffetteria e la parete di arrampicata che con i suoi 80 metri è la più alta al mondo: queste sono alcune delle attrazioni. Inoltre il tetto riproduce l'ambiente alpino, con sentieri dove passeggiare o andare a correre, immersi in una fitta vegetazione.

Il termovalorizzatore è rivestito esternamente da piastrelle metalliche di forme e dimensioni diverse, progettate per regolare l’ingresso della luce naturale, supportare il giardino verticale e raccogliere l’acqua piovana che verrà riutilizzata per l’irrigazione.

A confronto con il suo predecessore, l'Amager Research Center sarà capace di generare il 25% di energia in più dalla stessa quantità di rifiuti. Emetterà anche 100.000 tonnellate in meno di CO2. Copenhagen ha infatti come obiettivo quello di diventare la prima capitale al mondo a zero emissioni di biossido di carbonio entro il 2025.

Palais de Justice a Parigi - Renzo Piano

L'architettura che elimina il concetto di periferia.

Le migliori architetture del 2018

Il Palais de Justice progettato da RPBW Architects, Renzo Piano Building Workshop, nel nuovo quartiere ecologico di Clichy-Bartignolles a Parigi, è un grattacielo alto 160 metri in acciao, vetro e alberi.

L’edificio, 66mila metri quadri di superficie, è formato da tre blocchi sovrapposti e comprende 50 ascensori, alcuni di essi panoramici, uffici e una grande base che accoglie al giorno circa 8mila persone. Fanno parte del complesso anche terrazze alberate che ospitano 500 alberi, un ristorante di mille metri quadri, caffetteria, serre, giardini d’inverno.

Una struttura che ispira fiducia, calma, senza rinunciare al senso di austerità: uno stile che non rinuncia ad evocare le funzioni del luogo, con le sue 90 aule di tribunale accessibili secondo percorsi diversi, a seconda della carica ricoperta, magistrato, detenuto o auditore.

Il Palais de Justice è stato costruito con accorgimenti per il risparmio energetico: buona inerzia termica, pannelli fotovoltaici in facciata, ventilazione naturale, recupero del calore, raccolta dell’acqua meteorica. Spostandosi da una posizione nettamente decentrata rispetto alla sede precedente, la volontà è stata quella di riunire in un solo edificio tutte le sale d'udienza e gli uffici, dando vita a un simbolo di rinascita del quartiere.

V&A Dundee - Kengo Kuma

L'architettura che si fonde con la natura.

Le migliori architetture del 2018

Il V&A Dundee è il primo edificio realizzato fino a ora dall’architetto giapponese Kengo Kuma nel Regno Unito, e la prima sede del colosso V&A lontano da Londra. Affacciato sull'estuario del fiume Tay, è una costruzione avveniristica, spigolosa e irregolare con le facciate frastagliate a ricordare le scogliere della costa orientale. Si trova a Dundee, in Scozia.

Il museo, che comprende la hall di ingresso, un learning centre, un auditorium, gallerie espositive e la sezione permanente dedicata al design scozzese, si estende su quasi 8.500 metri quadri ed è costituita da quasi 2.500 pannelli in calcestruzzo prefabbricato. Pezzo forte del museo è la Oak Room disegnata da Charles Rennie Mackintosh nel 1907.

L'edificio è formato da due piramidi rovesciate separate nella parte inferiore per formare un arco aperto che attraversa il centro del museo e crea il collegamento visivo tra la città e il fiume diventando così la cornice ideale da cui guardare l'una dall'altro e viceversa. L'intento dell'architetto era quello di creare un salotto in grado di accogliere i visitatori.

Insomma, con un "giretto" tra Italia, Francia, Scozia, Danimarca e Russia è possibile visitarle proprio tutte. :)