
Il 29 novembre 2022, si è spento a Milano a 83 anni Pierluigi Cerri, una delle figure in assoluto più conosciute nel nostro mondo di architetti Monza, ma anche nel vicino ambito del design: Cerri infatti è stato premiato per ben tre volte con il prestigioso riconoscimento del Compasso d'Oro. Pensando proprio al percorso e all'influenza di questo grande architetto, abbiamo deciso di scrivere questa news a suo omaggio, per ricordare l'uomo dietro i progetti e il professionista che ha influenzato così tante persone.
Pierluigi Cerri nasce a Orta San Giulio, in provincia di Novara, il 22 marzo del 1939. Dopo la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano (dove peraltro è tornato poi a insegnare Semiotica dell'architettura al fianco di Umberto Eco) nel 1974 cura con Pierluigi Nicolin l'edizione italiana di "Vers une architecture" di Le Corbusier, il trattato manifesto dell'avanguardia modernista. Sempre nel 1974 poi, partecipa alla fondazione dello Studio architetti Gregotti & Associati (e tra gli altri, con il collega Vittorio Gregotti), attraverso il quale firma e vince numerosi concorsi di architettura, in Italia e all'estero.
Tra questi, spiccano senza dubbio diverse sperimentazioni internazionali, come la progettazione del Centro Culturale di Bèlem a Lisbona o la sistemazione dell'area dell'esposizione universale a Siviglia. Ma si parla anche di celeberrimi progetti nostrani, come con la trasformazione dell'area Pirelli all'interno del rinnovo del quartiere Bicocca a Milano.

Ed è proprio a partire dalle esperienze in giro per il mondo (ma anche italiane, con la direzione dell'immagine della Biennale di Venezia 1976) che Cerri comincia ad assaporare il gusto per la disciplina del design: l'Architetto sviluppa infatti il desiderio intrinseco di unire le regole formali dell'architettura con l'impatto estetico e visivo proprio del design, in particolare tradotto nel graphic, visual e nell'industrial.
Nel 1998 fonda con Alessandro Colombo lo Studio Cerri & Associati, ed è a partire da questo momento che Cerri sancisce l'indissolubile legame col design, disciplina che lo farà spaziare moltissimo, partendo dal restauro e dall'allestimento museale fino a toccare anche la progettazione navale.
Con lo Studio Cerri & Associati il giro intorno al globo continua, e comincia a curare numerosi e avanguardistici allestimenti di diverse mostre internazionali, che spesso e volentieri celebrano all'estero la cultura artistica (e non solo) del Belpaese. Basti pensare a "L'arte in Italia" esposto al Centre Pompidou di Parigi, oppure alla Mostra del Design Italiano allestita nel Sogetsu Kaikan di Tokyo. Ma anche alla mostra "Formas de la Industria" al Museo de Arte Contemporaneo di Madrid, oppure con lo specifico del "FIAT case" esposto al Science Museum di Londra, e ancora all'allestimento dello Shanghai Italian Center Pavilion post Expo.
La filosofia di Cerri relativa all'impatto delle esposizioni artistiche è chiara e limpida, perché, come lui stesso afferma, mira ad avvicinarsi il più possibile all'interpretazione del pubblico. Si può dire infatti che il fulcro della visione dell'architetto sia proprio lo storytelling e quindi la capacità di costruire un racconto che coinvolga lo spettatore in un'esperienza che parte dalla cultura per poi abbracciare la sensorialità e soprattutto l'emotività.
Un artista eclettico, dunque, che ha saputo sperimentare con il fil rouge di una stessa passione in ambiti completamente diversi gli uni dagli altri: è stato il caso dell'impegno nella progettazione navale, ad esempio.
Con l'unione di architettura e interior design, Cerri ha dato vita a progetti unici per le navi da crociera Costa Classica, Costa Romantica e Costa Victoria, fino a toccare anche diversi progetti per super yacht. In particolare con il progetto per il super yacht Blue Velvet gli viene conferito l'International Super Yacht Design Award nel 1994.
La passione per la comunicazione visiva di Cerri si riverbera anche nella carta stampata, sicuramente nota, infatti, è stata la sua collaborazione con diverse testate di genere, quali Lotus International, Abitare, Domus ma anche con il settimanale di politica, cultura ed economia l'Espresso.
E non solo giornalismo: l'architetto e designer infatti è stato anche redattore e curatore del progetto grafico per Casabella e Rassegna, ma anche designer editoriale per le collane di Electa, Einaudi, Bollati Boringhieri, Bompiani e Skira.
Senza parlare poi della collaborazione con le visual identity di brand che senza pensarci due volte hanno deciso di affidarsi all'artista: è il caso infatti della nota corporate identity di Prada, con la famosa linea rossa. Ricordiamo anche altri lavori portati avanti tra gli altri con Italia 90, Ferrari Auto, Lingotto, Unifor, Fratelli Guzzini e iGuzzini, Pirelli, Saras, Pitti Immagine, Palazzo Grassi finanche alla grafica dell'Evangelario Ambrosiano curata per l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi.

Una vita di sperimentazione e di successi legati a una personalità artistica incredibilmente multisfaccettata, caratterizzata dalla voglia costante di mettersi in gioco, qualità che Daniele Gabetta, Architetto Monza, ricorda con grande affetto e condivisione. Un percorso iconico, di chi ha creduto così tanto nelle proprie passioni da non lasciarne scappare neanche una, ma anzi, inventare un percorso alternativo e unico in grado di legarle indissolubilmente.
Toccante anche il ricordo dell'archistar milanese Stefano Boeri, che con un intimo post su Instagram ricorda Cerri nella sua grandezza, ma soprattutto nel suo essere più autentico:
“Ci ha lasciato Pierluigi Cerri. Aveva il dono rarissimo dell’eleganza, che nella grafica significa tradurre i concetti e le idee in segni limpidi, composti; dotati di una grazia che sembra innata. Pierluigi, con un misto di ritrosia, scanzonatura e un’acuta e sensibile intelligenza, non sbagliava mai. Semplicemente, non sbagliava mai. Con lui se ne vanno mille ricordi, anche personali, di una Milano che non c’è più: quella vera e propria Scuola Milanese che per tre decenni almeno, nel mondo, ha fatto la storia del design, dell’architettura, della grafica, della scenografia. Triennale di Milano, per cui ha disegnato allestimenti e progetti di comunicazione gli deve moltissimo; anche il sorriso con cui, insieme a Italo Lupi, aveva accolto qualche anno fa il nuovo logo grafico dell’istituzione (dello studio svizzero Norm), che lui e Italo avevano saputo mirabilmente interpretare.
La sua voce, la sua ironia, la sua cultura ci mancheranno molto”.
Noi dello studio architetti Monza di Daniele Gabetta possiamo solo unirci e sottoscrivere queste parole, ricordando non solo il genio, ma anche l'uomo che ha dato tutto sé stesso all'architettura e al design perseguendo sempre il motto "less is more".
Questo è il nostro ricordo e omaggio per Pierluigi Cerri, un uomo e un professionista che ha dato tanto al mondo. Se desideri fissare un appuntamento, non esitare a contattare il nostro Studio.
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
Tel. +39 340 3056070 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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