
Gregotti Vittorio è venuto a mancare pochi giorni fa a causa del COVID-19, comunemente noto come Coronavirus. L’Architetto a Monza Daniele Gabetta ha appreso la notizia con profonda tristezza. Gregotti, infatti, era un nome assai conosciuto nel mondo dell’architettura.
La sua fama, la sua bravura e la sua abilità lo hanno reso famoso in tutto il mondo e, oggi, tutti piangono la sua morte. Lo Studio di Architettura a Monza Gabetta vuole rendere omaggio a un grande uomo e grande professionista, la cui lunga carriera è stata costellata di tanti successi.
Il suo stile, la sua classe, la sua eleganza mancheranno a tutti noi, ma sappiamo che i suoi insegnamenti e i suoi saggi saranno di grande ispirazione per i professionisti e per tutti i giovani che decideranno di intraprendere questa carriera.
Vittorio Gregotti, classe 1927, nasce a Novara, città che abbandona per trasferirsi a Milano dove consegue la Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1952. Fin da giovane si avvicina al mondo dell’architettura e, durante un soggiorno a Parigi nel 1947, ha una breve, ma intensa esperienza presso lo studio dei fratelli Perret.
La sua carriera lavorativa prosegue ed entra a far parte dello studio BBPR, luogo che lo mise in contatto con Ernesto Nathan Rogers, architetto che considerò sempre come suo maestro. Fu proprio con lui che nel 1951, ancora prima di conseguire la laurea, firma la sua prima sala della Triennale di Milano e approda al CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne) di Londra.
Questo fu solo l’inizio di una lunga e sfavillante carriera che lo portò a insegnare architettura a Venezia, Milano e Palermo e partecipando a conferenze in tutto il mondo (da Tokyo a Buenos Aires, da Harvard a Princeton passando anche per Cambridge).
Nel 1974 fonda la Gregotti Associati International a Milano insieme a Pierluigi Cerri, Hiromichi Matsui, Bruno Viganò e Pierluigi Nicolin. A partire dagli anni ’70, anche grazie alla fondazione del suo studio, si è assistito a una crescita esponenziale dei suoi lavori che hanno trovato posto in tutto il mondo, dall’Europa al Medio Oriente, dall’Africa all’Asia fino all’America.
Oltre alle sue indubbie capacità, Gregotti è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi teorici e critici italiani di architettura.
Vittorio Gregotti aveva ben chiaro il compito dell’architettura, un compito che lui stesso ha sempre cercato (con successo!) di portare avanti. Secondo il maestro, l’architettura doveva essere sì un’attività artistica, ma in grado di apportare miglioramenti sociali. L’architettura non era quindi fine a sé stessa, ma attraverso l’osservazione della realtà e della sua complessità doveva essere in grado di inserirsi in un ambiente complesso per conferirgli ordine.
Questa era un’idea illuministica: progettare e creare qualcosa di nuovo serviva per mettere ordine a tutto, dai sistemi sociali a quelli economici, da quelli fisici a quelli tecnici e politici.
L’Architetto Gregotti Vittorio è stato un progettista estremamente prolifico e questo rende impossibile elencare tutti i suoi lavori in un solo articolo. Per questo motivo l’Architetto a Monza Gabetta ha deciso di selezionare alcuni dei lavori più impressionanti e interessanti.
La scelta è stata assai ardua vista la quantità di progetti firmati da Gregotti: si è quindi deciso di selezionare tre progetti che ben rappresentano lo stile del compianto Vittorio Gregotti, professionista di grande spessore che è riuscito a spaziare in diversi ambiti architettonici.
La Chiesa di San Massimiliano Kolbe sorge nel quartiere Loreto di Bergamo e la sua costruzione è avvenuta tra il 2006 e il 2008. L’Architetto Gregotti voleva unire l’aspetto urbano delle costruzioni con il lato più liturgico e sacro di un luogo di culto.
Nel pieno rispetto della sua filosofia, Gregotti ha cercato di portare ordine e rigore in un antico borgo caratterizzato da uno sviluppo urbanistico alquanto caotico e disordinato. La nuova chiesa, estremamente moderna, si affianca e si relaziona con la vicina chiesa storia dedicata alla Madonna di Loreto.
La chiesa progettata da Vittorio Gregotti si presenta a pianta quadrata scavata agli angoli, un ottimo espediente per realizzare una croce compatta. Il tutto è sormontato da una copertura circolare che ben si collega a livello architettonico alla cupola della vicina chiesa.
Piccole finestre poste sul tamburo e particolari accorgimenti consentono alla luce naturale di penetrare all’interno della chiesa.
L’esterno dell’edificio è in pietra arenaria, mentre la sala interna principale, quella delle assemblee, vanta arredi sacri in marmo con inserti in bronzo anch’essi realizzati da Gregotti Associati.
Di grande pregio sono l’altare sorretto da 13 colonne (12 colonne recano i nomi degli apostoli, mentre la 13esima conserva una reliquia di Padre Kolbe) e il fonte battesimale di forma ottagonale al cui interno si trova un piccolo bacino circolare in bronzo lucido.
Realizzata nel 1999, questa sede di Pirelli è il perfetto esempio di come sia possibile inglobare il passato senza distruggerlo e guardare insieme al futuro.
La peculiarità di questa costruzione è la presenza al suo interno di una torre di raffreddamento, un importante e storico simbolo collegato all’attività del gruppo. L’Architetto Gregotti ha voluto mantenere tale torre e usarla come fulcro per il suo progetto, inglobandola nello stesso.
Il cubo di Vittorio Gregotti è composto da vetro e grès porcellanato grigio e, come struttura, ricorda molto la Biblioteca di Stoccolma di Gunnar Asplund. Una facciata, costituita interamente da vetrate, si affaccia sulla Bicocca degli Arcimboldi.
Questa sede della Pirelli è una sorta di torre nella torre e anche oggi, a distanza di anni, non solo esprime tutto l’ingegno e la lungimiranza dell’Architetto Gregotti, ma anche il passaggio del mondo dalla produzione materiale e industriale a un mondo dominato dai servizi.

Come detto in precedenza, Vittorio Gregotti è stato un grande architetto internazionale e sarebbe riduttivo riportare in questa breve selezione solo le sue opere italiane. Per questo l’Architetto a Monza Gabetta vuole inserire anche il teatro dell’opera di Aix-en-Provence.
Inaugurato nel 2007, questa costruzione si sviluppa su più livelli nel pieno rispetto di un ambiente caratterizzato da notevoli differenze di altezza. La volontà del progettista era quello di rendere percorribile l’intero complesso senza, per questo, appiattire l’ambiente e il territorio in cui si inseriva.
Questo ha portato alla realizzazione di volumi collocati a quote diverse per riuscire a colmare lo spazio a disposizione nel modo più armonico e naturale possibile.
L’edificio si caratterizza per le linee curve che esaltano la magnificenza di questa costruzione. La realizzazione dell’opera ha consentito anche di creare un teatro all’aperto di 700 metri quadrati ben protetto dal rumore e dal vento.
È impossibile racchiudere una carriera come quella di Gregotti Vittorio in un solo articolo, servirebbero interi libri dedicati al suo genio, alle sue conferenze, ai progetti e agli studi condotti in decenni di attività.
Gli studenti di tutto il mondo studieranno le sue opere con la speranza, un giorno, di essere bravi almeno la metà di lui. I professionisti, invece, guardano a lui come un esempio da seguire, un maestro da cui sarà sempre possibile imparare e un genio senza eguali.
L’Architetto a Monza Gabetta e i suoi collaboratori desiderano presentare le condoglianze alla famiglia in questo terribile momento. Lo Studio di Architettura Gabetta vuole anche ringraziare l’Architetto Gregotti per il suo lavoro, le sue innovazioni e i suoi insegnamenti: nulla di tutto questo verrà mai dimenticato.
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
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