
Nello studio architetti Monza di Daniele Gabetta ci poniamo sempre il problema della sicurezza cantiere edile. Pochi mesi fa ci siamo concentrati proprio sulla sicurezza nei cantieri edili, parlando non solo degli incidenti più frequenti che, purtroppo, continuano ad avvenire in questo contesto lavorativo, ma anche del progetto nato in Puglia che mira a sensibilizzare proprio gli imprenditori e le aziende edili sulla sicurezza in cantiere.
Anche noi per primi prestiamo grande attenzione alla sicurezza cantiere. Non ci limitiamo a offrire il servizio di responsabile sicurezza cantiere, ma ci assicuriamo di essere i primi a rispettare e far rispettare tutte le norme del caso nei nostri stessi cantieri.
In questi mesi, infatti, ci stiamo dedicando al complesso residenziale Quinta Essenza e oltre a offrire ai nostri Clienti un nuovo modo di abitare e di vivere la propria casa nel pieno rispetto dell'ambiente e delle risorse energetiche, ci teniamo che il cantiere prosegua nel pieno rispetto delle direttive e delle norme di sicurezza attualmente vigenti.
Oggi però vogliamo analizzare un aspetto non sempre preso in considerazione, ma che in virtù del periodo storico che stiamo vivendo è opportuno prendere in esame: la presenza di operai stranieri in cantiere.

La migrazione è un fenomeno sociale di carattere molto complesso, vario nelle sue declinazioni e conseguenze. Questo fenomeno non ha però solo un enorme impatto sullo sviluppo sociale, ma è influenzato da trasformazioni politiche, socio-economiche, demografiche e di altro tipo. La migrazione è un fenomeno multidimensionale che viene esaminato dal punto di vista dell'economia, della sociologia, del diritto e della demografia.
Negli ultimi 30 anni, l'Italia è passata dalla condizione di un Paese di emigrazione a quella d'immigrazione. Nel nostro studio architetto Monza guidato da Daniele Gabetta ci rendiamo conto che poiché la manodopera migrante proveniente dall'estero è costantemente richiesta in Italia, ci sono tutte le ragioni per credere che in futuro il loro numero continuerà ad aumentare.
La migrazione influenza la società e la presenza del lavoratore straniero in cantiere è da tenere in considerazione, soprattutto per la valutazione dei rischi. Il datore di lavoro, o meglio l'architetto che si occupa di sicurezza cantiere, deve redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) relativo alla propria azienda o, in questo caso, del cantiere stesso.
La normativa sicurezza cantieri edili ovviamente non è diversa per i lavoratori italiani e quelli stranieri, tutti devono rispettare le medesime leggi e le stesse indicazioni date dal responsabile della sicurezza in cantiere. Tuttavia vi sono altri fattori che non possiamo ignorare, soprattutto se puntiamo ad avere cantieri edili sicuri e nei quali non avvengono incidenti.
La presenza di questa forza lavoro straniera in molte imprese dell'industria delle costruzioni accresce la problematica di lunga data della sicurezza sul posto di lavoro, un problematiche che purtroppo in Italia è ancora lontano dall'essere risolto.
Se si considera che gli stranieri sono spesso occupati in settori ad alto rischio come l’edilizia, la metallurgia e l’agricoltura, si comprende bene quanto sia importante garantire anche loro completa sicurezza sul lavoro.
Ma perché parliamo nello specifico di sicurezza cantiere per i lavoratori stranieri? Perché troppo spesso si danno alcune cose per scontate e non si considera che, invece, un problema considerato banale come la lingua possa fare la differenza tra la sicurezza e comportamenti ad elevato rischio.
La lingua è senza dubbio una barriera di cui tenere conto: se un lavoratore straniero non comprende l'italiano, si presentano difficoltà di comunicazione e di comprensione in cantiere, fino ad arrivare alla non comprensione delle regole di sicurezza adottate.
Per promuovere la vera sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri edili anche in presenza di lavoratori stranieri è importane eseguire un’analisi e una valutazione del rischio tenendo in considerazione anche la presenza di lavoratori provenienti da un paese straniero.
Più precisamente è essenziale tenere in considerazione eventuali differenze culturali derivate da:
Tutti concordiamo sul fatto che le normative della sicurezza cantiere debbano essere rispettate da tutti, ma non possiamo non considerare che coloro che hanno difficoltà con la lingua potrebbero incontrare più di qualche problema nella comprensione delle leggi stesse. Per comprendere veramente questo problema, immagina di trovarti all'estero e di non sapere la lingua, ma nonostante tutto ti viene chiesto di seguire regole di comportamento ben precise: come puoi farlo se non le comprendi?

L'ordinamento giuridico italiano mira a fornire un solido quadro di garanzie per tutelare pienamente ed efficacemente i diritti fondamentali dei cittadini, spetta poi a noi tutti mettere in pratica tali norme per la nostra sicurezza e incolumità.
Per farlo si devono seguire due strade. Anzitutto è essenziale che tutti i lavoratori siano ben coscienti che mettendo in atto certi comportamenti o ignorando le norme di sicurezza rischieranno la loro incolumità e, purtroppo, anche la loro stessa vita.
Secondariamente deve essere anche il datore di lavoro a non spingere i propri operai a mettere in atto comportamenti rischiosi, ma anzi deve promuovere in ogni modo possibile la sicurezza sul lavoro.
In presenza di lavoratori stranieri è sempre compito del datore di lavoro assicurarsi che anche loro comprendano in pieno cosa fare e cosa non fare, quali sono i comportamenti virtuosi e quali, invece, quelli da evitare a tutti i costi. Demandare tutto a regole scritte in una lingua a loro non nota potrebbe solo tradursi in errori e incidenti anche gravi.
Per questo motivo è importante per gli stranieri ricevere una formazione nella loro lingua madre e, quando possibile, garantire la presenza in cantiere di un loro connazionale che comprende bene anche l'italiano, permettendo così una comunicazione priva di barriere linguistiche.
Facciamo riferimento al Testo Unico per la Sicurezza, in particolare all'articolo 37 comma 13:
"Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche […].
Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo."
Daniele Gabetta, Architetto Monza, prende molto sul serio la sicurezza in cantiere edile e crede fermamente che sia possibile, con un po' di impegno da parte di tutti gli attori coinvolti, ridurre drasticamente le morti sul lavoro.
Non solo il datore di lavoro deve assicurarsi che tutto fili liscio nominando un responsabile sicurezza cantiere, ma anche i lavoratori devono attenersi scrupolosamente alle direttive ed evitare di mettere in atto comportamenti pericolosi e scorretti.
Il coordinamento sicurezza cantiere è solo uno dei servizi che offriamo nel nostro studio di architetti a Monza: per maggiori informazioni e per scoprire cosa possiamo fare per te, puoi consultare tutti i nostri servizi.
Nella sezione progetti, invece, troverai alcuni dei progetti ai quali l'Architetto Gabetta ha preso parte anche come responsabile per la sicurezza nel cantiere. Sempre in questa sezione troverai una pagina interamente dedicata al nostro ultimo progetto: la Quinta Essenza.
Se desideri ricevere maggiori informazioni o fissare un appuntamento con Daniele Gabetta, Architetto Monza, contatta lo Studio.
Daniele Gabetta, Architetto a Monza - P.IVA: 08198260963
Tel. +39 340 3056070 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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