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Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi

24 Gennaio 2022

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi

Brutalismo: corrente architettonica poco compresa

L’architettura brutalista Milano non è conosciuta da tutti. Già leggendone il nome capiamo che non si tratta della corrente architettonica più apprezzata nella storia dell’architettura. Se udiamo infatti l'aggettivo brutale pensiamo subito a qualcosa di duro, crudo, brutto.

Il brutalismo però è stata una corrente architettonica particolarmente diffusa non solo in Italia, ma in tutto il mondo e proprio a Milano abbiamo alcuni eccelsi esempi di quest’arte. Ogni periodo storico ha avuto la propria architettura, perché questa arriva ad essere espressione non solo dei gusti delle persone, ma anche dei loro bisogni, dello stile di vita condotto dalle masse e anche della visione della vita che hanno gli architetti.

In un precedente articolo, lo Studio dell'Architetto Daniele Gabetta ha voluto rendere omaggio a Le Corbusier (articolo che puoi leggere a questo link). Ed è proprio questo grande maestro uno dei primi a parlare e ad utilizzare il cemento a vista, in francese “béton brut”, termine da cui deriverà appunto il brutalismo.

Un famoso esempio di architettura brutalista a livello mondiale è senza dubbio la Geisel Library, nonché foto di copertina di questo nostro articolo. Si tratta di una biblioteca appartenente all'Università di San Diego in California completata nel 1970 su progetto dell'Architetto William Pereira. In tutto il mondo si trovano tantissimi esempi di architettura brutalista, esempi non sempre così amati o apprezzati, purtroppo.

Spinti dalla voglia di ripercorrere la storia dell’architettura, nostra grande passione, e scoprire di più su Milano e sui suoi segreti, oggi vogliamo dedicare questa news al brutalismo a Milano, corrente troppo spesso sottovalutata e quasi snobbata a favore di altre architetture più armoniose e accattivanti.

Il brutalismo e le sue controversie

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Béton BrutIl brutalismo è uno stile architettonico nato nel secondo dopoguerra e che ha imperversato fino agli anni '70. Il suo nome deriva da “béton brut” di Le Corbusier, ovvero dalla rudezza del cemento a vista, materiale ampiamente impiegato in queste costruzioni.

Proprio come suggerisce il suo nome, si tratta di un’architettura senza fronzoli, molto diretta e che mette al primo posto la funzione dell'edificio privilegiandola rispetto all'estetica, che passa così in secondo piano. Ecco perché gli edifici brutalisti non sono famosi per la loro bellezza ed eleganza: ciò che importa è che siano efficienti e in grado di rispondere a bisogni ben precisi. Tutto il resto è un extra che può essere ignorato.

Tra le caratteristiche principali dell’architettura brutalista ritroviamo le forme molto forti e le geometrie vigorose. Sono stati proprio questi eccessi e questa rottura con il passato ad attirare su questo stile architettonico numerose critiche. Del resto il brutalismo mirava proprio a mettere in discussione i valori estetici che fino a quel momento erano stati al primo posto.

Questa intenzione è particolarmente comprensibile se si pensa al periodo storico durante il quale si sviluppa questa architettura. Siamo nel secondo dopoguerra e molte città europee devono essere ricostruite per tornare alla normalità. Si fa quindi largo la necessità di progettare nuovi edifici che siano funzionali, semplici e poco costosi. 

Nonostante l'architettura a Milano e in altre grandi città italiane ed europee si componga di molte infrastrutture brutaliste, esse sono sovente state abbattute o abbandonate nel corso degli anni. Eppure quando Le Corbusier progettò la sua unità abitativa a Marsiglia facendo largo uso del cemento a vista, la funzionalità di quel progetto venne lodata, in barba al fatto che fossero stati impiegati materiali grezzi e industriali per forme imponenti e massicce.

Il brutalismo a Milano: alcuni esempi più significativi

Gli edifici in stile brutalista forse non appagheranno l'occhio, ma sono chiaramente riconoscibili per la loro forma e i caratteristici rapporti, puramente utilitaristici, tra le parti che le compongono. Nel secondo dopoguerra il brutalismo rappresentò un segno di rinascita in un'Europa che ne aveva un drammatico bisogno.

Le opere brutaliste di quegli anni sono massicce, mastodontiche e creano aggregazione e unità nelle persone che le andranno a popolare. Estremamente vivibili e spesso utili alla collettività, le architetture brutaliste aprono le porte ad una nuova modernità, piuttosto lontana dai tradizionali canoni estetici.

La Milano di quegli anni, desiderosa di aprirsi all'Europa e al mondo, accoglie a braccia aperte la nuova corrente, ancora ben visibile in numerosi luoghi cittadini.

Torre Velasca

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Torre Velasca

Il Daily Telegraph l'ha inserita nella classifica degli edifici più brutti al mondo, ma la Torre Velasca ha saputo redimersi, diventando l'architettura brutalista più fotografata al mondo e riscuotendo ampio successo su Instagram. Eretta tra il 1955 e il 1957, è oggi vincolata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.

Gli stessi milanesi non apprezzarono subito Torre Velasca, ma anzi soprannominarono questa costruzione “grattacielo con le bretelle” a causa della presenza delle travi che sorreggono la parte superiore dell’edificio.

La Torre Velasca è oggi considerata il più potente simbolo dell'architettura post-razionalista e brutalista nel nostro Paese.

Istituto Marchiondi Spagliardi

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Istituto Mmarchiondi Spagliardi

L'edificio nasce nell'800 per consentire alle famiglie con ragazzi difficili di dar loro un'adeguata educazione. L’istituto venne gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, venne quindi demolito e ricostruito in una diversa sede in chiave brutalista, ricorrendo al cemento armato a vista dipinto di rosso.

La sua ricostruzione venne affidata all’architetto Vittoriano Viganò, il quale non desiderava costruire un classico riformatorio, ma una scuola di vita per i ragazzi considerati difficili, progettando ambienti e spazi che potessero favorire la socializzazione. Lo stesso colore rosso voleva donare allegria al complesso e far sentire a casa i ragazzi.

L’edificio è stato in seguito abbandonato cadendo in uno stato di degrado che prosegue anche oggi. Il suo recupero è affidato al Politecnico di Milano e l’edificio è posto sotto vincolo architettonico.

Chiesa di San Giovanni Bono

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Chiesa San Giovanni Bono

Nel quartiere di Sant'Ambrogio a Milano, l'Architetto Arrigo Arrighetti nel 1968 costruì una chiesa cuspidata dalle linee estremamente dinamiche. Il rivestimento plastico della copertura fu distrutto da un incendio nel 1980 ed è ora sostituito da una lamiera in alluminio porcellanato.

Le pareti esterne e interne presentano calcestruzzo a vista, traforato da finestrelle arricchite con vetri colorati. Entrambi questi elementi, materiali grezzi e piccole aperture ripetute, sono chiari simboli dell'architettura brutalista. 

Fondazione Prada

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Fondazione Prada

Fondazione Prada è un’istituzione culturale presieduta da Miuccia Prada e suo marito Patrizio Bertelli, creata nel 1993 con lo scopo di valorizzare e promuovere la cultura, l’arte e il design in tutto il mondo. La Fondazione possiede tre sedi e la principale si trova proprio a Milano in largo Isarco.

Rem Koolhaas ha curato la progettazione e realizzazione della torre bianca e moderna inserita in un contesto di altri tempi. Grazie al suo intervento ha trasformato una distilleria dei primi del Novecento in una sede polifunzionale con acciaio a vista, cemento bianco e ampie vetrate. Non è però solo questa torre a riprendere i valori brutalisti, ma l’intero complesso caratterizzato da muri non trattati o dipinti, impianti esposti e una noncuranza per l’estetica complessiva.

Stadio Giuseppe Meazza - San Siro

Architettura Brutalista Milano: Storia ed Esempi Controversi - Stadio Giuseppe Meazza San Siro

Lo stadio di San Siro, conosciuto come la Scala del Calcio, è senza dubbio uno degli stadi più noti al mondo. Inaugurato nel 1926, è stato in seguito riqualificato più volte e anche in questi ultimi anni sono state avanzate numerose idee e progetti per riqualificare l’intera area. Daniele Gabetta, Architetto Monza, ha analizzato due di questi progetti nella news che trovi a questo link.

La caratteristica principale del Meazza è la sequenza di anelli che lo fasciano in altezza realizzati in cemento a vista, materiale utilizzato anche per le torri laterali che conducono al terzo anello. Un tempio del calcio che incarna i principi del brutalismo senza inutili fronzoli.

Attenzione per il passato e impegno per il futuro

Nel nostro studio di architetti Milano portiamo avanti il nostro lavoro, ma ci piace anche concentrarci sulla storia dell'architettura, scoprendo un percorso lungo millenni che ci ha portato fino ai giorni nostri. L'architettura si adegua e segue le esigenze umane, rispecchia lo stile di vita di una determinata società e, soprattutto nell'ultimo periodo, è sempre più attenta al rispetto dell'ambiente naturale.

Ogni epoca ha portato con sé scoperte scientifiche, correnti artistiche e anche diverse architetture: comprendere il loro percorso e la loro evoluzione ci aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo e a guardare con occhi diversi sia gli edifici di ultima generazione, sia quelli realizzati decenni o secoli or sono e giunti fino a noi.

Nello Studio dell'Architetto Gabetta, però, non indugiamo sul passato, ma ci concentriamo sul presente e soprattutto sul futuro. Ecco perché garantiamo ai nostri Clienti importanti servizi come la sicurezza in cantiere (tema quanto mai attuale e importante), la progettazione architettonica e il restauro conservativo, per consentire ai palazzi più antichi di perdurare nel tempo. Scopri tutti i nostri servizi e le nostre prestazioni.

Se desideri fissare un appuntamento con noi senza essere costretto a recarti fisicamente in Studio, puoi usufruire del servizio di Architetto Online: in un momento come questo è quanto mai importante preservare la salute, ricorrendo ai mezzi che mette a nostra disposizione la tecnologia.

Per ricevere maggiori informazioni non esitare a contattarci.

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