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Architettura Organica: la Connessione tra Design e Ambiente

23 Marzo 2022

Architettura Organica: la Connessione tra Design e Ambiente

Architettura più green: tra passato e futuro

Proseguiamo la nostra rubrica sulla storia dell’architettura dedicando questa nuova news all’architettura organica, una corrente la cui nascita risale a decenni fa, ma che continua a far parlare di sé anche oggi, soprattutto grazie alla maggior attenzione che il mondo dell’architettura e dell’edilizia mostrano per il rispetto dell’ambiente.

Più volte nello Studio di Daniele Gabetta, Architetto Monza, si sono sentite parole come bioedilizia, green-building e sostenibilità, parole sempre più attuali nella nostra quotidianità, ma per comprenderle in pieno e capire come si è arrivati a sviluppare progetti all’avanguardia e rispettosi dell’ambiente, è bene fare un passo indietro e partire da dove tutto è iniziato.

Ecco perché oggi vogliamo ripercorrere le tappe dell’architettura organica, comprendendo meglio da dove siamo partiti e dove stiamo andando, in un viaggio che ci porterà a scoprire tre esempi di questa innovativa architettura: Martin House, la biblioteca di Viipuri e il Jason Wax Building.

Storia dell’architettura: da dove tutto è iniziato

L'architettura organica è una corrente architettonica che oggi potremmo addirittura definire di tendenza. Considerando la grandissima attenzione riservata al binomio edilizia-ambiente, si potrebbe pensare che il concetto stesso di architettura organica sia di recente nascita, ma forse non tutti sanno che in Italia si parla di architettura organica già dal Secondo Dopoguerra; risale infatti al 1945 la fondazione a Roma dell'Associazione per l'Architettura Organica, fortemente voluta da illustri architetti come Bruno Zevi, Luigi Piccinato, Mario Ridolfi e Pier Luigi Nervi.

In quegli anni il principale esponente mondiale del movimento, lo statunitense Frank Lloyd Wright, di cui abbiamo già parlato nella news che trovi a questo link, e i suoi discepoli Bruce Goff e Alvar Aalto stavano stabilendo quelli che sarebbero poi divenuti i pilastri dell’architettura organica: un design creativo e capace di rispondere ai più significativi bisogni della vita di un uomo, spazialmente e temporalmente, benché sempre rispettoso della natura.

Ed è proprio lo stretto rapporto tra architetto e natura il fulcro dell’architettura organica: ogni edificio non solo deve essere funzionale, ma deve essere progettato in armonia con l’uomo e con l’ambiente nel quale esso sorgerà. Nessuna più costruzione di rottura quindi, ma una naturale integrazione che deve avvenire nel rispetto dell’ambiente.

Appare subito lampante quindi perché questa corrente architettonica non sia mai stata veramente abbandonata, ma anzi sia stata riscoperta e resa più attuale proprio grazie alle recenti tendenze eco e green.

Al mondo esistono tantissimi esempi di architettura organica e sarebbe impossibile elencarli tutti. Non vogliamo focalizzarci sulla ben nota e già trattata Casa sulla cascata, ma nello studio architetti Monza di Daniele Gabetta abbiamo deciso di puntare la nostra attenzione su altri tre edifici che meritano di essere scoperti.

Martin House - Frank Lloyd Wright

"Una composizione pressoché perfetta."

Ecco come l’Architetto Frank Lloyd Wright descrisse la Martin House situata a Buffalo: come dargli torto?

Architettura Organica Martin House Frank Lloyd Wright 01
Architettura Organica Martin House Frank Lloyd Wright 02
Architettura Organica Martin House Frank Lloyd Wright 03
Architettura Organica Martin House Frank Lloyd Wright 04

Martin House, edificio principale di un complesso residenziale noto come Darwin D. Martin House Complex, è quello meglio riuscito tra le sue Prairie Houses (particolare stile architettonico diffusosi negli Stati Uniti verso la fine del XIX secolo e gli inizi del XX), grazie alla disposizione degli spazi interni, particolare che ha sempre soddisfatto enormemente lo stesso Wright, e anche grazie al minimalismo funzionale ed estetico che permette alla luce, all'aria e allo sguardo di provare un senso di unità e compattezza, come affermò lo stesso architetto nel suo volume "Sull'architettura".

Progettata nel 1903, la residenza Martin presenta splendide vetrate con pattern coloratissimi e somiglianti a gioielli disegnati dallo stesso Wright. L'architetto li ribattezzò “schermi luminosi” perché mettono in collegamento gli spazi interni con quelli esterni.

Il terreno fu modellato da Walter Burley Griffin su indicazione di Wright, il quale desiderava che l'esterno fosse parte integrante dell'indoor: per questo motivo intorno alla veranda, nel giardino semicircolare, fu piantata flora che germogliasse nel corso dei 12 mesi, così da poter godere dei fiori durante tutto l'anno.

L'intero complesso residenziale non venne progettato solo per unire l’interno con l’esterno, ma anche per assecondare le esigenze del proprietario: il signor Martin era un uomo d’affari completamente dedito al lavoro, motivo per cui voleva una casa a misura delle sue abitudini e della sua work addiction. Ecco quindi che le vetrate dello studio si rimpicciolirono per evitare distrazioni, i muri vennero realizzati con un maggior spessore e si inserì un lucernario per far passare la luce naturale.

Tutto, anche l’arredamento, venne accuratamente pensato e progettato per creare un perfetto ambiente lavorativo per il proprietario della Martin House.

Jason Wax Building - Frank Lloyd Wright

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Architettura Organica Jason Wax Building Frank Lloyd Wright 04

Frank Lloyd Wright è considerato tra i massimi esponenti dell’architettura organica, e non c’è quindi da stupirsi se in questa news parliamo di due suoi progetti. Il Jason Wax Building è un edificio aziendale che ospitava numerosi uffici: fu lo stesso proprietario, non convinto dei piani originali, a buttare all'aria i progetti e a chiamare Wright per un edificio che rispecchiasse la sua visione organica.

Le vetrate sono state realizzate con 70 km di tubi in vetro ideale per rifrangere la luce e ridurre al contempo l’abbagliamento, ma gli elementi più interessanti e particolari sono le colonne situate nella Great Workroom, un ampio open space dove si favoriva la collaborazione e la produttività. Simili a piante, queste colonne si sviluppavano da una base di soli 22,8 cm per poi aprirsi gradualmente fino a raggiungere un diametro di oltre 5 metri.

Gli stessi mattoni che compongono l’edificio non sono mattoni standard, ma sono stati realizzati con oltre 200 forme diverse per fare in modo che loro si adattassero alle forme e alle curve del progetto di Wright.

Biblioteca di Viipuri - Alvar Aalto

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Architettura Organica Biblioteca Di Viipuri Alvar Aalto 02
Architettura Organica Biblioteca Di Viipuri Alvar Aalto 03
Architettura Organica Biblioteca Di Viipuri Alvar Aalto 04
Architettura Organica Biblioteca Di Viipuri Alvar Aalto 05
Architettura Organica Biblioteca Di Viipuri Alvar Aalto 06

Nella città russa di Vyborg fu edificata, tra il 1930 e il 1935, una biblioteca progettata da Alvar Aalto, un architetto noto in tutto il mondo e le cui opere hanno fatto storia.

La biblioteca si compone di due blocchi paralleli e sfalsati. Quello principale contiene sale lettura, la biblioteca dei ragazzi, una sala riviste e giornali e il servizio di prestito e restituzione. Il blocco più piccolo, dalla forma allungata, contiene gli uffici, l'archivio e un piccolo auditorium.

L’edificio è stato realizzato in cemento armato ed è stato dipinto di bianco per risaltare tra gli alberi del parco che lo circonda. Nella scelta dei materiali e nella proposta delle forme, Aalto desiderava realizzare un'armonia con l'ambiente naturale e il contesto storico, culturale e sociale, senza però dimenticare il benessere psico-fisico di tutti coloro che avrebbero usufruito di quegli spazi.

Ecco quindi che la luce è sempre indiretta e in particolare nella sala lettura, luogo dove essa passa attraverso ben 57 lucernari circolari, sfruttando al meglio le pareti per posizionarvi gli scaffali con i libri. Il principale vantaggio di questa luce diffusa è per il lettore: è possibile accomodarsi in qualsiasi posto senza doversi scontrare con riflessi o ombre causate di norma dalle classiche finestre.

Medesimo discorso vale per la luce artificiale, attentamente progettata seguendo i medesimi ragionamenti fatti per quella naturale, offrendo così un’esperienza rilassante a tutti i fruitori. Sono proprio queste attenzioni a caratterizzate l’architettura organica di Aalto che non ha accettato di limitare il benessere dell’uomo a favore di un’architettura d’impatto, ma ha cercato una convergenza tra il sensazionalismo e il benessere di uomo e ambiente.

L'architettura organica nel design contemporaneo

Questi sono solo tre esempi selezionati nello studio architetti Monza di Daniele Gabetta a cui abbiamo voluto accennare: se però desideri approfondire l’architettura organica, ti consigliamo di dedicarti soprattutto all’Architetto Frank Lloyd Wright, grande esponente di questo movimento.

Guardando ai giorni nostri, cosa ci ha lasciato questa particolare architettura? L'architettura organica può rivestire un ruolo davvero importante in un'epoca come la nostra caratterizzata da una rinnovata attenzione verso l'ambiente che ci circonda. Essa disprezza la disarmonicità con la natura ed è attenta all'impiego di materiali e fonti energetiche pulite e sostenibili.

Modificando il nostro modo di vivere e di costruire possiamo creare un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. Come sosteneva Wright: "forma e funzione sono una cosa sola." La bio-edilizia odierna si inserisce in questo filone: il green building e l'architettura sostenibile non sono termini molto inflazionati, ma derivanti dal pensiero di grandi architetti del passato.

Anche la semplice riqualificazione energetica edifici esistenti è un passo verso edifici sempre più sostenibili: questo intervento non è solo amico dell'ambiente, ma ti aiuta anche a risparmiare sulle tue bollette energetiche. Per maggiori informazioni puoi consultare i nostri servizi, oppure contattare il nostro Studio.

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