
Le case passive si inseriscono in un mondo sempre più attento all’ambiente e in un’architettura sempre più green e vogliosa di unire la bellezza degli edifici al minor impatto sull’ambiente circostante.
Non c’è quindi da stupirsi se le case passive in Italia, dopo aver conquistato il mondo, si sono diffuse rapidamente, in particolare modo tra quelle persone che non rinunciano alla tecnologia. Nonostante la loro fama crescente, non tutti conoscono le case passive e non tutti sanno esattamente cosa siano, come vengono costruite e cosa le rende così uniche.
L’Architetto Monza Daniele Gabetta è da sempre grande sostenitore di un’architettura più green, in grado di coniugare i bisogni dell’uomo con il rispetto dell’ambiente: è già stato affrontato tale tema nella news che trovi a questo link e che ti consigliamo di leggere.
Proprio per questo l’Architetto Monza e tutto il suo staff desiderano oggi chiarire le idee sulla casa passiva, fornendo alcune utili soluzioni a tutti coloro che desiderano cambiare vita e, in particolare, cambiare modo di vivere.
Le case passive sono anche chiamate passivhaus, termine tedesco che indica che proprio in Germania sono avvenuti i primi studi, la redazione di protocolli specifici e la realizzazione della prima casa passiva al mondo. La prima passivhaus venne realizzata nel 1991: da quella gloriosa data numerose sono stati gli edifici passivi realizzati negli anni in tutta la Germania, attirando l’attenzione degli architetti e impresari di tutto il mondo.
La prima cosa da sapere è che sebbene si parli di case passive, si fa sempre riferimento al protocollo Passivhaus, un protocollo redatto appunto in Germania che permette di realizzare edifici dalle ridotte dispersioni termiche seguendo ben precisi procedimenti e linee guida.
Nonostante questo protocollo sia stato redatto basandosi sul clima tedesco, esso può essere personalizzato e adattato alle diverse condizioni climatiche, così da realizzare case in linea con l’ambiente nel quale sono inserite.
Nella maggior parte dei casi l’impianto di riscaldamento classico presente in tantissime case viene utilizzato pochissimo, a volte è addirittura inutile. Le risorse naturali, passive e gratuite, bastano per sopperire alla maggior parte del fabbisogno termico della casa che, essendo perfettamente coibentata, disperde solo una quantità minima di energia.
Leggere queste poche righe ben fa comprendere quanto siano importanti queste case e, soprattutto, la tecnologia sottostante la loro realizzazione. Ma come scaldare le stanze di quelle case? Se ben costruite, con poche candele è possibile scaldare ambienti di 20mq anche in pieno inverno.
Ovviamente nessuno consiglia di arrivare a tanto, ma tale esempio serve per far comprendere quanto importanti siano tali case per un futuro più green e meno dipendente dal classico riscaldamento, decisamente più inquinante e costoso.
Il comfort termico nelle case passive è raggiunto ricorrendo a metodi definiti passivi, ovvero l’isolamento (coibentazione delle pareti), il recupero del calore e l’utilizzo passivo di fonti di calore interne o dell’energia solare. Questo vuol dire che non si ricorre a classiche fonti di calore, ma si usano fonti energetiche interne.

Per avere una casa passiva di questo genere è essenziale rispettare alcuni punti cardine del protocollo:
Parlando di tecnologia che si nasconde dietro ad una casa passiva, viene subito da pensare al costo di realizzazione e ai vantaggi che questa porta.
Anzitutto non è corretto parlare di costo eccessivo, perché a fronte di un investimento influenzato da numerosi aspetti, tra cui l’entità del progetto stesso, si potrà godere di un enorme risparmio sulle bollette di casa, un risparmio che può arrivare anche al 90% dei consumi. Non male vero?
Se l’aspetto economico è senza dubbio di grande rilievo per tutti, esistono anche altri vantaggi legati al protocollo passivhaus.
Anzitutto è una casa ecologica, perché ricorre principalmente al legno, risorsa naturale e rinnovabile e abbatte le emissioni di CO2 poiché consuma poca energia.
È una casa che giova anche alla salute, perché grazie all’impianto di ventilazione meccanica e di ricambio e filtraggio dell’aria, si avrà sempre a disposizione aria pulita, non inquinata e priva di allergeni e altri agenti patogeni. In aggiunta a questo, la casa passiva offre una temperatura degli ambienti uniforme, evitando i noiosi sbalzi di temperatura che possono causare problemi di salute.
Scegliendo di vivere in una casa passiva, avrai a tua disposizione un green building in grado di abbattere i consumi e i costi ad essi legati, oltre ad essere rispettosa dell’ambiente e dotata delle più moderne tecnologie.
Daniele Gabetta, Architetto Monza, è da sempre interessato all'architettura green e a come questo ambito può influenzare positivamente il modo di approciarsi alle nuove costruzioni e, in particolare, ai famosi green building.
Rispettare l'ambiente non vuole però dire rinunciare alle comodità e alla tecnologia: le case passive sono il perfetto esempio di come sia possibile unire questi aspetti ottenendo un risultato di grande pregio, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale.
Se non sei pronto a lasciare casa tua per una casa passiva, puoi sempre migliorare la tua abitazione dal punto di vista energetico, usufruendo dei numerosi bonus, tra cui il famoso 110%, per evere un immobile con meno sprechi energetici e più rispettoso dell'ambiente. Per maggiori informazioni ti consigliamo di visionare il servizio di riqualificazione energetica dell'Architetto Gabetta.
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